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 ITALIA - ITALIA - False polizze online. Chiusi 222 siti Internet
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4 luglio 2019 8:09
 
Sono 5 gli indagati nell'inchiesta milanese che oggi ha portato i militari del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche della Guardia di Finanza a oscurare e sequestrare 222 siti internet che offrivano false polizze assicurative per un valore complessivo di circa 700 mila euro. Le accuse contestate sono truffa aggravata ed esercizio abusivo dell'attività di intermediazione assicurativa. Nel corso dell'indagine, scattata in seguito a una segnalazione dell'Ivass che ha offerto la propria collaborazione agli inquirenti milanesi, sono state identificate 74 persone. Per cinque di loro, tutte con precedenti specifici per truffe aggravate, è già scattata l'iscrizione nel fascicolo aperto dal pm Christian Barilli e coordinato dal procuratore aggiunto Eugenio Fusco. Mentre sulle altre posizioni, come ha spiegato il tenente colonnello della Gdf Gianluca Berrutti che ha diretto la maxi operazione, "stiamo facendo accertamenti perchè alcuni di loro potrebbero essere stati coinvolti a loro insaputa ed essere vittime inconsapevoli. Bisogna ricostruire il profilo economico di questi soggetti". La truffa si basava sulla vendita on line di assicurazioni, soprattutto polizze Rca temporanee vendute a un prezzo medio di 200 euro ciascuna. "E' stata un'indagine corale - ha osservato il procuratore aggiunto Eugenio Fusco - partita su iniziativa dell'Ivass e portata avanti dalla Procura di Milano e dalla Gdf". Un'inchiesta che, come ha ha precisato il procuratore Francesco Greco, ha portato a un "risultato inquietate" soprattutto sul fronte del numero delle vittime della cyber truffa: "Sono migliaia di cittadini che hanno contratto polizze false. Molti di loro hanno scoperto la truffa dopo essere stati coinvolti in incidenti stradali". Dei 222 siti oscurati, 49 erano attivi in Italia supportati da server Aruba e Serverplan, 55 all'estero, con server soprattutto in Usa, Olanda e Germania. Altri 118 siti, con il dominio scaduto o non rinnovato, erano pronti per essere rivenduti. Tra i siti sequestrati anche uno che si chiamava Axo, "con un evidente gioco di parole sul dominio del sito", ha spiegato ancora il tenente colonnello Berruti sottolineando la truffa si basava "sul gioco dell'omonimia".
 
 
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