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 ITALIA - ITALIA - Fecondazione e diagnosi preimpianto. Ass. Coscioni consegna firme a ministero
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23 luglio 2020 15:44
 
"Inserire la diagnosi preimpianto, ad oggi esclusa dal Servizio Sanitario Nazionale, nei Livelli essenziali di assistenza (Lea)". E' questa la richiesta che Filomena Gallo, Segretario dell'Associazione Luca Coscioni, ha ribadito incontrando il Capo Segreteria tecnica del Ministero della Salute Stefano Lorusso e consegnando le oltre 4500 firme raccolte a sostegno dell'appello raccolte insieme anche all'Associazione La mano di Stella. Grazie a queste tecniche diagnostiche, nel 2016 sono nati 599 bambini, e 705 nel 2017 - che si aggiungono agli oltre 14.000 nascite annuali grazie alle altre tecniche di fecondazione medicalmente assistita. "Si tratta di bambini che non sarebbero mai nati se i loro genitori non avessero avuto accesso a queste tecniche, ha ricordato l'avvocato Gallo "una possibilita' che e' stata ottenuta con spesa a carico delle regioni grazie all'intervento dei tribunali".
"Chiediamo al Ministro Speranza che siano aggiornati i LEA fermi al 2017. I malati non possono piu' attendere i tempi della politica", ha dichiarato Filomena Gallo. All'incontro hanno partecipato anche Elena Paola Rampello per l'associazione Luca Coscioni e Cindy Barrot, una mamma che ha scoperto che la figlia era affetta dalla sua stessa patologia genetica ereditaria (il rene policistico) solo al sesto mese di gravidanza. Cindy e' poi riuscita ad accedere alla PMA con indagine clinica diagnostica a carico della regione Piemonte solo grazie ad una sentenza del tribunale. Conclude Filomena Gallo: "Al ministro Speranza chiediamo che siano aggiornati i Lea per la procreazione medicalmente assistita, ma l'occasione dell'incontro ci ha consentito di sottoporre anche la questione 'Nomenclatore tariffario ausili e protesi', evidenziando che per l'aggiornamento esiste un'urgenza non piu' rinviabile. Maurizio Bolognetti, consigliere generale dell'Associazione Luca Coscioni, e' in sciopero della fame dal 6 luglio, affinche' la regione Basilicata in virtu' dei suoi poteri alla luce dell'art. 30 bis della legge 96/2017 emani idonea delibera per l'erogazione di dispositivi con l'indispensabile appropriatezza e il Ministro Speranza aggiorni in riferimento a detta normativa a livello nazionale il Nomenclatore tariffario ausili e protesi. Ad entrambi l'associazione Luca Coscioni ha inviato comunicazione di richiesta e diffida lo scorso dicembre. L'articolo 32 della Costituzione viene evocarlo per le proibizioni ma dimenticato ci sono diritti da affermare. E' da tempo che attendiamo un cambio di politiche per i diritti e al Ministro Speranza chiediamo discontinuita' dal passato".
 
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