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 U.E. - U.E. - Smartphone supportati per cinque anni?
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10 settembre 2021 5:39
 
Ogni quanto tempo un utente tipico dovrebbe cambiare uno smartphone?
La risposta di detto utente, escludendo quanti rincorrono sempre l'ultimo modello, probabilmente sarebbe «Quando ne ho voglia» o «Quando non funziona più», ma esistono altri soggetti che vogliono imporre - palesemente o meno - una risposta diversa.
Per esempio, se si considerano le rapide ondate successive con cui nuove versioni di smartphone vengono immesse sul mercato, pare evidente che un produttore - pur millantando il proprio impegno nel ridurre i rifiuti elettronici eliminando il caricabatterie dalla confezione - voglia che il cambio avvenga almeno una volta l'anno.

A spingere in questa direzione non c'è soltanto il rilascio continuo di ulteriori modelli: anche il fatto che dopo appena due o tre anni lo smartphone, particolarmente nel caso degli apparecchi Android, non riceva più aggiornamenti di sicurezza contribuisce a far considerare un dispositivo "vecchio", specialmente se si considera che dopo un paio di anni la batteria integrata comincia a offrire prestazioni ridotte, e spesso non può essere sostituita facilmente.
Per fortuna qualcuno che prova a vigilare su questo sistema costruito per accelerare il più possibile la sostituzione dello smartphone c'è: la Commissione Europea ha infatti avanzato la proposta di estendere l'obbligo di supporto ai sistemi operativi preinstallati sugli smartphone ad almeno cinque anni.
Così facendo - ragiona la Commissione - non soltanto si aiuterebbe l'ambiente ma si migliorerebbe la sicurezza ecosistema mobile: un tempo più lungo di supporto significa che ci sono in circolazione meno smartphone affetti da vulnerabilità.

Un'occhiata ai dati di utilizzo, raccolti da aziende come StatCounter, mostra che circa il 40% degli utenti di Android adopera uno smartphone sul quale è montata la versione 9.0, o anche una versione precedente: si tratta di centinaia di milioni di dispositivi per i quali non vengono più fornite le patch per correggere i bug.
L'idea potrebbe piacere agli utenti - almeno a quelli che si preoccupano della sicurezza - e ha trovato un sostenitore entusiasta nel governo tedesco, che vorrebbe addirittura estendere il supporto minimo (sempre limitatamente agli update di sicurezza, non per gli aggiornamenti dell'intero sistema operativo) a sette anni.

Non tutti, però, sono d'accordo con la proposta della UE. DigitalEurope - un nome apparentemente neutrale dietro al quale si nascondono aziende del calibro di Apple, Samsung e Google - si sta opponendo recisamente: vorrebbe che il limite per gli aggiornamenti sia fissato a tre anni e non oltre, e anche che la fornitura di pezzi di ricambio sia limitata a schermi e batterie anziché includere altri componenti come il modulo della fotocamera.
Al momento la proposta della Commissione è ancora in discussione: se sarà approvata così com'è, non diventerà effettiva prima del 2023.
(ZeusNews)
 

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