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Paradisi fiscali/Banche. Un quarto dei guadagni per le maggiori banche europee
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Articolo di Redazione
27 marzo 2017 9:29
 
 Le venti piu’ grandi banche dell’Unione Europea hanno un quarto dei loro guadagni nei paradisi fiscali, secondo uno studio dell’ONG britannica Oxfam pubblicata oggi 27 marzo. La loro preferenza va a Lussemburgo, Hong Kong e Irlanda.
Queste banche “dichiarano il 26% dei loro guadagni nei paradisi fiscali, cioe’ 25 miliardi di euro nel 2015, ma rappresentano solamente il 12% del loro giro d’affari e il 7% dei loro impiegati”, un “gap eclatante”, dice la ONG che pubblica questo studio nella rete Fair Finance Guide International.
Questi stessi istituti dichiarano anche “complessivi 628 milioni di euro di guadagni nei paradisi fiscali, dove esse non hanno nessun impiegato”.
Questo “uso abusivo dei paradisi fiscali” puo’ permettere alle banche di “delocalizzare artificialmente i loro guadagni per ridurre il loro contributo fiscale, facilitare l’evasione fiscale dei loro clienti o aggirare gli obblighi regolamentari”.
“Impunita’ totale”
Oxfam classifica come paradisi fiscali gli Stati che sono nelle maggiori liste in merito, che sono quelle dell’OCSE e del Fondo Monetario Internazionale. Vi aggiunge altri Paesi secondo propri criteri come, per esempio, un basso tasso effettivo di imposizione fiscale.
Questi risultati “che vanno oltre cio’ di cui si sa, mostrano l’estensione del problema e l’umpunita’ totale che e’ intorno alle pratiche delle piu’ grandi banche europee con i paradisi fiscali”, commenta Manon Aubry, coautore del rapporto.
Il Lussemburgo, l’Irlanda e Hong Kong fanno parte dei paradisi fiscali privilegiati dagli istituti sottoposti alla ricerca.
In Irlanda, cinque banche -RBS, Société Générale, Unicredit, Santander e BBVA- “hanno ottenuto una redditivita’ superiore al 100%, ed hanno piu’ benefici che non giro d’affari”.
Secondo questo studio, il tasso di imposizione delle banche studiate si alza in media del 6% e cala al 2% per alcune banche, “ben al di sotto del tasso del tasso normalmente in vigore del 12,5%, che e’ gia’ il piu’ basso dell’Unione Europea”.

(da un lancio dell’agenzia ATS - Agence Télégraphique Suisse del 27/03/2017)
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