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Rimborso Windows: la storia della prima causa vinta in Italia
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Articolo di Marco Pieraccioli
20 ottobre 2007 8:00
 
aggiornato al 12/09/2014

COME NASCE IL CASO

Comprando un computer oggi ci si trova nell'assurda situazione di non poter scegliere il sistema operativo con cui farlo funzionare, ma di doverlo comprare con il sistema operativo gia' installato da parte del produttore del PC e piu' precisamente con Microsoft Windows. Praticamente tutti i principali produttori di PC non offrono piu' all'acquirente la possibilita' di comprare il solo computer separatamente dal sistema operativo, e cio' e' particolarmente evidente nel settore dei portatili. E' vero che esistono alcune case produttrici che lo fanno ma sono per lo piu' marchi poco noti o modelli di fascia medio/alta.
Quando si compra un computer, di solito, si da' molta importanza alla marca, dal momento che magari la conosciamo perche' abbiamo gia' avuto a che fare con quella ditta e siamo rimasti soddisfatti, oppure perche' un nostro amico esperto la conosce e ce la consiglia, perche' e' affidabile ed ha una ottima assistenza, perche' ha un buon rapporto qualita'/prezzo. Nessuno sceglie un computer perche' vi e' stato preinstallato un determinato sistema operativo anziche' un altro se non soddisfa primariamente i requisiti di fiducia, qualita', garanzia ed economicita'.
Il risultato di questa situazione e' che chi non vuole il sistema operativo che e' stato preinstallato sul computer che ha acquistato, e' costretto a toglierlo e buttarlo via a proprie spese, dal momento che un altro requisito fondamentale di questo software e' l'inscindibilita' commerciale dal PC col quale e' stato acquistato. E ribadiamo che l'inscindibilita' e' esclusivamente commerciale e deriva dal fatto che alcuni produttori ritengono che gli usi commerciali invalsi nel settore in funzione della domanda dei consumatori, abbiano portato a non considerare tali componenti come prodotti distinti. Da qui la prassi commerciale di considerali inscindibili dal punto di vista commerciale. Quindi nessun vincolo tecnico o legale, solo imposizione commerciale.

LA RICHIESTA DI RIMBORSO
A seguito di cio', il 25 novembre 2005, abbiamo deciso di provare a scalare questa montagna, citando presso il Giudice di Pace di Firenze la Hewlett Packard, la quale ci aveva rifiutato il diritto al rimborso per un PC notebook con preinstallato Windows XP Home Edition. Dopo molteplici udienze e molta documentazione prodotta (che potete trovare seguendo i link qui a sinistra), il 18 ottobre 2007 abbiamo finalmente ottenuto quanto ritenevamo giusto.

LA SENTENZA
Con una sentenza limpida e lineare il Giudice di Pace di Firenze ha deciso di accogliere in toto le nostre pretese, riconoscendo assolutamente vincolante per il produttore di hardware la licenza del software in esso contenuta, benche' disconosciuta da quest'ultimo poiche' (a suo avviso) sarebbe stata predisposta unilateralmente dalla Microsoft. Il Giudice ha quindi detto: "non appare credibile che il testo delle condizioni del contratto (EULA) non sia stato conosciuto dalla HP essendo verosimile piuttosto che esso sia il frutto di accordi commerciali intercorsi tra le due societa' (HP e Microsoft). In ogni caso deve ritenersi da HP accettato e fatto proprio, nel momento stesso in cui lo ha installato sul suo hardware offrendo poi in vendita il prodotto finale"
Il Giudice si e' anche espresso sulle modalità della restituzione del prodotto rifiutato e del relativo rimborso, dicendo che: "Le clausole contrattuali vanno eseguite secondo buona fede e perciò astenendosi da condotte vessatorie ed ostruzionistiche, come stabilisce l'art. 1375 cc."
La sentenza e' stata impugnata davanti al Tribunale di Firenze in qualita' di giudice d'appello e, dopo due anni e' finalmente andata in decisione. In data 18 dicembre si e' provveduto a depositare l'ultima memoria che si puo' leggere qui.
La sentenza di Appello c'e' poi stata ed e' a noi favorevole.
Ma soprattutto, nel 2014 c'e' stata una sentenza di Cassazione, a cui Microsoft aveva fatto ricorso dopo la sconfitta anche in Appello. E la Cassazione ci ha dato ragione

COSA FARE ADESSO

La sentenza vittoriosa purtroppo non ha conseguenze immediate e dirette sul comportamento dei produttori di PC e della Microsoft, ma e' senz'altro un ottimo precedente, quindi non resta che continuare a fare causa a chi non si comporta "secondo buona fede" nel tentativo di dissuadere il consumatore ad ottenere il giusto rimborso.
Il nostro consiglio, per coloro i quali non intendano utilizzare il sistema operativo preinstallato, e' quello di non accettare le condizioni del contratto che appaiono a monitor (o meglio ancora di formattare il PC e installare ciò che si vuole) e comunque non utilizzare tale software, contattare prontamente l'assistenza del produttore del PC per ottenere le informazioni relative alla procedura del rimborso. Nel caso in cui queste non esistano o siano palesemente inaccettabili bisogna mandare la raccomandata con il nostro modulo per la richiesta di rimborso. Se ancora il produttore non volesse soddisfare le vostre richieste non resta che valutare la possibilità di ricorrere al Giudice di Pace, come abbiamo fatto noi. E' chiaro che fino a quando le denunce dei consumatori non raggiungeranno un costo significativo per i produttori, le cose non cambieranno, ma se i numeri dovessero diventare importanti e' probabile che potremmo ottenere un cambio di rotta sulla strada di un rimborso possibile e facile.
Attenzione: può accadere di trovare sul computer la licenza di Windows già attivata prima dell'acquisto: ciò non ha alcuna importanza ma e' fondamentale NON USARE Windows. L'uso del software vale come accettazione della licenza e non sarà più possibile richiederne il rimborso. A scanso di equivoci, la cosa migliore e' formattare il computer senza nemmeno vedere cosa c'è sopra.

RINGRAZIAMENTI
Vorremmo qui pubblicamente ringraziare:
l'avv. Carlo Piana della Free Software Foundation il cui appoggio esterno è stato per noi come un faro nelle notti di tempesta;
l'avv. Claudio Cerza e l'avv. Marco Ciurcina che hanno patrocinato il ricorso presso la Corte di Cassazione;
l'avv. Anna Maria Fasulo e l'avv. Claudia Moretti, che hanno seguito e vinto il primo ed il secondo grado di giudizio.

CONTATTATECI
Per ulteriori informazioni o consigli, scriveteci.
Mandateci anche le vostre testimonianze che verranno raccolte per le nostre future azioni. Grazie.

CLASS ACTION
L'azione legale collettiva è operativa dal 1 gennaio 2010 per chi ha acquistato un PC dopo il 16 agosto 2009. Stiamo raccogliendo le adesioni fra tutti quelli che non hanno ancora avviato la causa individuale. Qui il modulo per lasciare i propri dati per una preiscrizione informale.
La class action non e' stata possibile perche' rigettata a novembre 2011 dal Tribunale di Milano

 
AVVERTENZE. Quotidiano dell'Aduc registrato al Tribunale di Firenze n. 5761/10.
Direttore Domenico Murrone
 
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