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Farmaci oppiacei. Le overdose in crescita allarmano la Francia
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Articolo di Redazione
16 ottobre 2018 12:14
 
 La prima causa di morte per overdose in Francia non è legata al consumo di droghe illegali, ma a quello di farmaci, prescritti abitualmente, da dei medici, con l’intento di alleviare il dolore dei loro pazienti. Con più di 500 decessi ogni anno, i trattamenti oppiacei uccidono più che l’eroina e il metadone messi insieme. Non solo, ma il numero, cosi’ come fanno sapere gli specialisti, è significativamente sottovalutato.
La situazione è ancora lontana da essere considerata ad uno stadio pandemico come in Usa. Nel 2017, più di 48.000 pazienti ha ceduto ad una overdose analgesica, una cifra in costante aumento. L’ampiezza è tale che alcuni studi stabiliscono un legame diretto con il calo della speranza di vita in Usa, un fenomeno che si manifesta per la prima volta dopo la seconda guerra mondiale in un Paese sviluppato.
Le ricerche sui derivati della morfina, si’ da diversificare i suo modi d’uso e di ridurre gli effetti secondari, sono datati di una trentina di anni. Un pugno di laboratori ha moltiplicato i propri brevetti a partire da una molecola che per molto tempo non ha avuto il placet del corpo medico e dei pazienti in quanto associata alla tossicodipendenza e alle cure palliative. Ma in Usa, una intensa attività di lobby, un eccessivo ed efficace marketing e un quadro legislativo carente, sono riusciti a superare le reticenze, contribuendo a banalizzare questi farmaci oppiacei. Dopo diverse centinaia di migliaia di morti, i processi contro i laboratori si moltiplicano, tant’è che i poteri pubblici americani stanno soffrendo tutte le pene del mondo per circoscrivere il fenomeno.
Sensibilizzare i medici generici
Bisogna essere contenti che la Francia sia rimasta, fino ad oggi, relativamente risparmiata. La pubblicità per un farmaco è molto più regolamentata che non in Usa. Di conseguenza, le prescrizioni sono più precise. Gli analgesici più potenti sono anche classificati come stupefacenti. A cui dobbiamo aggiungere anche delle reticenze di ordine culturale. La Francia ha tradizionalmente un approccio ai trattamenti antidolorifici più restrittivo rispetto ai Paesi anglosassoni.
Tuttavia, i francesi non sono immuni alle derive legate al ricorso a questo tipo di farmaci. Dal 2000, il numero di morti per oppiacei è aumentato del 172%, le ospedalizzazioni si sono moltiplicate per tre e, in meno di quindici anni, le vendite di Oxycodone, uno dei principali prodotti responsabili dell’epidemia americana, sono cresciute del 1.960%.
Anche se le cifre in valori assoluti sono contenute, questa spettacolare evoluzione ci deve allertare. Gli abusi dei farmaci psicotropi, come le benzodiazepine, prescritte per lunghe cure, considerando che sono causa di effetti deleteri, mostrano che è estremamente complicato lottare contro gli abusi, una volta che le prescrizioni sono molto diffuse.
Nel caso degli analgesici, è necessario raddoppiare la vigilanza. Questo significa una maggiore informazione dei pazienti sui rischi di dipendenza ai quali si espongono. Bisogna anche far sì che siano sensibilizzati i medici generici. Con lo sviluppo della medicina ambulatoriale, questi ultimi si ritrovano sempre più sotto la pressione dei malati che ottengono da loro delle prescrizioni che sono a rischio dipendenza. Questa prevenzione è pertanto maggiormente necessaria se non si vuole cadere in una demonizzazione del trattamento del dolore, considerando il fatto che i rimedi terapeutici in materia sono relativamente limitati.

(editoriale del quotidiano Le Monde del 16/10/2018)
 
 
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