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Con la legalizzazione in Canada, l'industria della cannabis guarda a livello globale
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Articolo di Redazione
19 ottobre 2018 12:25
 
Attenti osservatori del settore, come il fondatore della International Cannabis Business Conference Alex Rogers, hanno compreso il potenziale di un mercato globale della marijuana e ora il resto del mondo sta iniziando a recuperare terreno. Subito dopo che il Canada è diventato il primo Paese del G7 a regolamentare il commercio di cannabis per i maggiroenni, le capacità mondiali del fiorente settore stanno iniziando ad essere più universalmente conosciute. Quello che una volta era un “pipedream” (sì, il gioco di parole) sembra sempre più simile a una realtà ogni giorno, come riportato dal quotidiano Sacramento Bee:
"È un momento speciale, non solo per il Canada, ma per il mondo perché la mia forte convinzione è che il resto del mondo seguirà l'esempio", ha detto (Cam) Battley, chief corporate officer presso Aurora Cannabis. "Non siamo conosciuti come selvaggi e pazzi. Siamo conosciuti per una buona politica pubblica e penso che tanti seguiranno il nostro esempio".
La legalizzazione della cannabis in Canada, che ha richiesto più di due anni di pianificazione, consente alle province di approvare le proprie leggi all'interno di un quadro federale, stabilendo l'età minima e decidendo se distribuire attraverso punti vendita gestiti dallo Stato o privati. Ciò offre ad altri Paesi un modello a metà strada tra il sistema più rigorosamente regolamentato in Uruguay, l'unico altro Paese con vendite legali, e la versione più commerciale di alcuni dei nove Stati degli Stati Uniti che hanno approvato la marijuana ricreativa.
Alcuni deputati del Congresso degli Stati Uniti hanno anche fatto tesoro della nuova situazione, facendo pressioni affinché il governo federale non intervenga nelle decisioni degli Stati che vogliono legalizzare, ma non è chiaro quale riflesso possa portare la legalizzazione del Canada a sud del suo confine.
Potrebbe avere un effetto più immediato in Paesi come la Nuova Zelanda, dove il governo ha promesso un referendum per la legalizzazione entro il 2020, ha dichiarato John Walsh, del gruppo di pressione Washington Office sull'America Latina. Messico, Paesi Bassi e Italia sono tra le altre nazioni che hanno valutato la legalizzazione. Quasi una sorpresa per molti fan della marijuana dei caffè di Amsterdam, l'Olanda ha solo una legalizzazione molto limitata”.

Dopo che i posti di lavoro e il business, anche fiscale, che provenie dal Canada inizieranno ad arrivare, è prevedibile che molte più persone e politici in tutto il mondo inizieranno a perorare la legalizzazione. "Perché il Canada dovrebbe essere l'unica nazione a prosperare con il commercio di cannabis quando i nostri agricoltori, imprenditori e la nostra società possono trarre beneficio dal porre fine al proibizionismo?" Diventerà una domanda comune in tutto il mondo.
Mentre alcuni si sono mossi in anticipo sulla positività del mercato internazionale della cannabis, presto si noterà come il Canada godrà di più libertà, posti di lavoro e guadagni senza che il mondo gli si rivolti contro. Per quanto tempo il resto del mondo lascerà che il Canada sia l'unico gigante internazionale della cannabis? E’ una domanda a cui ben presto dovrebbero essere date delle risposte, mentre gli altri Paesi ne fanno tesoro e si muovono per recuperare il terreno perso fino ad oggi.

(articolo di Anthony Johnson, pubblicato su ICBC, International Cannabis Business Cionference del 18/10/2018)
 
 
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