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Governo. Africa e Medio Oriente. Dove siamo?
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Comunicato di Primo Mastrantoni
8 gennaio 2020 11:17
 
  Non con chi stiamo, ma dove siamo. Il premier, Giuseppe Conte e il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, devono avere un problema geografico: non sapere dove è collocata l'Italia. 

Nel Mediterraneo, direbbe uno scolaro della terza elementare. Le dichiarazioni di Conte e Di Maio, invece, su quello che sta succedendo in Africa e nel Medio Oriente, sembrano avulse dal contesto geografico dove è situata l'Italia ed è noto che gli spazi politici, se lasciati vuoti, sono rapidamente occupati da altri. 

Nel luglio del 2018 (governo Conte1), in un incontro tra il premier Giuseppe Conte e il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, si stabilì un accordo "sul fatto che l'Italia diventi un punto di riferimento in Europa e il principale interlocutore per quanto riguarda soprattutto la Libia".
Insomma, carta bianca per gestire la questione libica.
Come è finita? Con una dichiarazione del premier Conte1: "Né con Sarraj né con Haftar (i due  contendenti), stiamo con il popolo libico".  
Tradotto, vuol dire che avevano perso la Libia. Oggi c'è la Turchia e altre potenze che gestiscono la questione libica.

Sui fatti accaduti, e che stanno accadendo in Iraq, la dichiarazione del ministro degli Esteri, Di Maio, è stata: nostra priorità è la lotta all'Isis.  E' un afflato, che significa nulla.

Insomma, non contiamo un bel niente, il che ci rende deboli nel proteggere e promuovere i nostri interessi. 
D'altronde, se il popolo vota costoro, cosa ci possiamo attendere?
 
 
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