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Governo. Inadeguato e pericoloso
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Comunicato di Primo Mastrantoni
5 dicembre 2018 12:26
 
  Inadeguato e, soprattutto, pericoloso. Così potremmo definire l'attuale governo legastellato.

Vediamo
Il ministro dell'Interno e vicepremier, Matteo Salvini, manda messaggi via tweet, su una operazione della Procura di Torino. Il procuratore, Armando Spataro, rileva l'inopportunità di divulgare la notizia a operazione in corso.
Replica di Salvini: vada in pensione. Un rutto, insomma.
In un Paese che tale si definisce, il ministro Salvini dovrebbe chiedere scusa e dimettersi.

Il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, non sa che dire su reddito di cittadinanza e quota 100 per le pensioni, i due punti fondamentali della manovra di bilancio, e candidamente confessa: speriamo di non andare in recessione.
La recessione sarà determinata proprio dal programma di governo del quale fa parte.
"Ho fatto di tutto per evitare la recessione", potrebbe essere il commiato del ministro Tria a questo governo.

Il ministro dello Sviluppo Economico e Lavoro, nonchè vicepremier, Luigi Di Maio, è alle prese con la sua azienda e con la sua famiglia, per i noti problemi che sono quelli che hanno determinato il successo elettorale del M5S, cioè evasione fiscale e contributiva, lavoro "nero", abusivismo edilizio, rifiuti, ma che hanno portato l'Italia alla rovina. Macchia indelebile, nonostante l'autodafè del padre, che si è assunto la responsabilità dei fatti.
Prenda atto che ogni volta che si ergerà a tutore della legalità, della trasparenza e dell'onestà, qualcuno potrebbe chiedergli: e tu, allora?
Scivolare verso l'uscita, magari candidandosi alle prossime elezioni europee, potrebbe essere una soluzione.

Del ministro alle Infrastrutture e Trasporti, Danilo Toninelli, ricordiamo il tunnel lisergico del Brennero e della sottosegretaria all'Economia, Laura Castelli, abbiamo il dubbio che vaghi ancora per i corridoi ministeriali.

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è stato inviato a Bruxelles, a trattare l'armistizio, dal duo Salvini-Di Maio che, dopo aver mostrato qualche debole muscoletto, si sono mossi al grido: armiamoci e vai.

Il problema è che governano l'Italia.
 
 
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