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Governo. ONG taxi di mare? Una bufala. Il fenomeno delle migrazioni
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Comunicato di Primo Mastrantoni
20 novembre 2019 9:59
 
  Ricordate la polemica sulle ONG come taxi di mare per gli immigrati? 
Bene, questa accusa alle ONG è stata smentita da un rapporto dell'Istituto universitario europeo, un ente di studio e di ricerca intergovernativo, finanziato dall'Unione europea, che ha documentato come non esistono prove che correlino l'attività delle ONG con l'aumento degli sbarchi degli immigrati.

La magistratura, che aveva indagato sulle ONG, ha archiviato il fascicolo dopo due anni di inchieste.

Luigi di Maio, in un post su Facebook (21 aprile 2017), scriveva: "Chi paga questi taxi del Mediterraneo, e perché lo fa? Poi, in una intervista all'agenzia tedesca Dpa, chiariva che "Non ho mai detto che le ONG siano taxi del mare". Sembra che il Mediterraneo non sia un mare...

Abbiamo letto che gli sbarchi degli immigrati siano stati pianificati con l'intento di sostituire la popolazione europea, prevalentemente cristiana, con una "invasione" di musulmani. Insomma, una sostituzione etnica e religiosa voluta dai "poteri forti". In Italia gli immigrati sono l'8% della popolazione, il restante 92% è italiano.

La realtà è che nel mondo avvengono migrazioni che interessano decine di milioni di persone. In Italia, il numero di sbarchi è andato progressivamente riducendosi, con un picco di 181 mila immigrati nel 2016, che si è ridotto a circa 10 mila quest'anno. 
I motivi delle migrazioni sono sempre gli stessi: la ricerca di migliori condizioni economiche, oltre a quelle dovute a guerre e persecuzioni. 

Ovviamente, c'è il problema della integrazione, che va affrontato, visto che, al ritmo attuale, ci vorranno 80 anni per inviare nei Paesi di origine gli immigrati irregolari.

Nel nostro Paese, le imprese gestite da immigrati extra comunitari sono 366 mila; le rimesse alle famiglie di origine, necessarie per il loro sostentamento, ammontano a 4 miliardi di euro l'anno; gli immigrati producono l'8,8% del Pil italiano.

Il fenomeno delle emigrazioni ha coinvolto, nel tempo, anche gli italiani: ne sono partiti 29 milioni, tornati 10, rimasti 19 milioni. Un Paese di migranti alla ricerca di lavoro e di una vita migliore, per sé e per le proprie famiglie che, spesso, rimaste a casa, riuscivano a vivere grazie alle rimesse in denaro dei loro cari. Come conseguenza della massiccia emigrazione, iniziarono a nascere molti pregiudizi contro gli italiani, definiti "emigranti indesiderati", e "feccia sporca, sventurata, pigra, criminale dei bassifondi", il che portò anche a episodi di linciaggio. Non mancava l'appellativo di "mafioso".

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