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L'irriverente. Cacciatori, daini, mufloni e scioperi di coscienza
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Comunicato di Vincenzo Donvito
16 ottobre 2016 10:54
 
 La stagione venatoria e' iniziata lo scorso 18 settembre e terminera' il 31 gennaio. Per tre giorni alla settimana ogni cacciatore potra' ingrassare il proprio carniere per tre giorni alla settimana, basta che non siano martedi' e venerdi' (chissa' perche', sara' come i giorni alterni per l'uso dell'auto quando c'e' troppo smog e gli amministratori non sanno che fare…). In questo contesto, vivendo in una delle Regioni d'Italia -Toscana- dove i cacciatori sono un certo numero (ed hanno anche un certo peso politico per le scelte in materia dei nostri governanti), mi ha colpito la vicenda dei mufloni e dei daini. Introdotti dalla regione alcuni anni fa perche' l'ambiente era ritenuto idoneo ad ospitarli, ora sembra che turbino l'equilibrio (mufloni e daini, non cinghiali….) e la Regione ha chiesto che ne siano abbattuti un certo numero: stiamo parlando di piccoli numeri, 41 mufloni da abbattere su 138 e 200 daini su 400 (1).
In questo contesto apprendiamo che un gruppo di cacciatori del Mugello fiorentino, si e' rifiutato di procedere a questi abbattimenti, che c'erano anche negli anni scorsi ma con numeri piu' piccoli. Motivo: mufloni e daini sono un patrimonio grazie anche a loro (che' non gli hanno abbattuti negli anni scorsi….) e i cacciatori non condividono il fatto che per la regione la zona non sia piu' adatta a questo ripopolamento avvenuto solo alcuni anni fa. Ecco quindi che -giornalisticamente parlando- leggiamo che i cacciatori incrociano le doppiette o -addirittura- che fanno obiezione di coscienza. Chissa' cosa gli succedera' per questa obiezione di coscienza, non certo una sanzione che' non hanno sparato a chi avrebbero potuto/dovuto abbattere, ma solo un problema con se stessi. Abituati come sono -i cacciatori- a sentirsi protettori dell'ambiente e per questo in diritto (grazie alla legge che glielo consente) di entrare in qualunque proprieta' per ammazzare gli animali che vogliono, ecco che finalmente riescono a dimostrare a se stessi e agli altri di essere strenui difensori dell'equilibrio faunistico di queste “loro” campagne.
Certo, se confrontiamo queste vicende con le problematiche planetarie del riscaldamento terrestre e dei gas ad effetto serra (2), con le derive dei continenti e lo scioglimento dei ghiacciai e lo stravolgimento del clima che porta a milioni e milioni di vittime per colpa del nostro “sistema di civilta'”, i nostri cacciatori mugellani sembrano quelli delle “baruffe chiozzotte”, delle contese di condominio per il passaggio in un'area comune o per i cani che danno fastidio al paranoico del piano di sotto. Ed e' per questo che, nell'affrontare questa problematica, siccome mi e' culturalmente impossibile prenderli sul serio (insieme a coloro che fanno le leggi per tutelarli) lo faccio da irriverente, riuscendo a cogliere solo l'aspetto canzonatorio della loro esistenza, delle loro problematiche e delle loro coscienze: non me ne voglia nessun fuciliere di animali, ma quando le loro coscienze diventano un fatto pubblico (obiezione per l'appunto), non credo di essere irrispettoso nell'irriderli e fare rilievi del tipo “cacciatori con la coscienza? Una contraddizione in termini!”.
Anno domini 2016, fra non molto, per salvare tutto il Pianeta (che e' in condizioni pietose anche perche' millenariamente ci sono stati -e ci sono ancora- i cacciatori), mangeremo bistecche sintetiche e/o insetti di vario tipo… e noi siamo qui a porci il problema di abbattere mufloni e daini (ripeto: mufloni e daini, non cinghiali...) per l'equilibrio faunistico/ambientale. Sono curioso di vedere i prossimi vantaggi che ne avremo, soprattutto per coloro che vedono le loro proprieta' a disposizione dei fucilieri di animali e per i nostri figli che ormai vedono animali solo in tv o in Internet e, quando sono fortunati, in alcuni lager che chiamano zoo; e se vogliamo far loro vedere qualche animale non dietro le sbarre ma in riserve naturali, dobbiamo metter mano al portafogli e portarli come minimo in Africa o nelle Americhe (3).
Una domanda semplice semplice, alla coscienza del legislatore e dei cacciatori: non sarebbe piu' semplice usare il vostro cervello per incrociare definitivamente le doppiette, metterle appese in soggiorno e raccontare a figli e nipoti di come era il mondo un certo tempo fa, che' oggi non puo' piu' essere cosi' perche' fa male a voi, a loro e a tutti?


1 – riporto i dati tratti dal quotidiano La Nazione del 16/10/2016 per la zona del Mugello, che' non essendo io un esperto (e non sono intenzionato a diventarlo), non sono qui a “sentenziare” su giustezze o meno: quello che mi interessa e' l'aspetto culturale, politico e ambientale del fenomeno.
2 – qui le ultime novita' in materia
3 – ovviamente le burlette dei nostrani zoo-safari le ritengo oltre che diseducative, violente e pericolose, per gli animali, per la cultura e per l'ambiente. 
 
 
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