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RADUNO RAVE PARCO DELLE CASCINE DI FIRENZE
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Comunicato 
27 aprile 2003 0:00
 

IL CATASTROFISMO E L'ILLEGALITA'. E' ORA CHE QUALCUNO SI DIMETTA
Firenze, 27 Aprile 2003. Una festa rave al parco delle Cascine di Firenze. Senza permessi e senza responsabilita' di chi avrebbe dovuto concederli e non l'ha fatto oppure non ha avvisato chi di dovere oppure non ne sapeva nulla oppure .. oppure .. oppure . non importa, a questo punto quale sia l'evoluzione e la storia dei fatti. Perche' ormai sara' (ce lo auspichiamo e non vediamo alternative) materia di indagini su cui, noi cittadini, possiamo fare poco, perche' chi aveva da segnalare il suo disappunto e il suo disagio lo ha gia' fatto. Ora spetta alle autorita' dire le cose come sono state e punire i responsabili che, dovendo fare il loro dovere, sembra che non lo abbiano fatto.
Ma prima di tutto ridimensioniamo il problema e cerchiamo di capire come nasce, che' alcune cronache di giornali hanno esasperato. Partendo da un punto di vista giusto (il non rispetto della legalita', e la legge che deve essere uguale per tutti). Siamo andati piu' volte in bicicletta nel Parco in questi giorni e ad orari diversi, e non abbiamo mai riscontrato le immagini catastrofiche presentate da alcune cronache: il Parco era praticabilissimo per chi non voleva essere coinvolto nella festa rave, le forze dell'ordine (Carabinieri) controllavano il tutto a discreta e vigile distanza, lo smercio e traffico di droghe illegali non era molto diverso da quello a cui chiunque puo' assistere in non pochi punti della citta' a tutte le ore del giorno, la musica non sappiamo se era oltre i decibel consentiti dalle norme, ma ci pareva come un abituale sottofondo da traffico urbano in molte strade della citta'. Su quello che restera' dopo il passaggio, ovviamente, allo stato non possiamo dirlo: anche se abbiamo avuto l'impressione di una situazione sotto controllo da parte degli organizzatori, oltre ad una presenza e partecipazione civile da parte di chi vi partecipava (niente a che vedere con gli inferni del traffico a cui quotidianamente siamo abituati con l'ovonda intorno alla Fortezza da Basso, o con alcune manifestazioni -e relativi parcheggi selvaggi tollerati dai vigili urbani- che si svolgono nella stessa struttura).
Ma tutto questo, se ci serve a vedere con una luce trasparente quanto accade alle Cascine e come amano divertirsi alcune persone, non giustifica cio' che e' accaduto nel rimbalzo di responsabilita' tra vigili urbani e polizia. Evidenziamo la "bravura" degli organizzatori che sono riusciti ad inserirsi nelle maglie di queste contraddizioni evitando probabilmente calvari e rimbalzi che forse alla fine li avrebbero portati a rinunciare alla festa (del resto, la maggiorparte dei rave-party avviene nello stesso modo: mettendo le autorita' di fronte ad uno stato dei fatti, perche' l'alternativa sarebbe non avere gli spazi per divertirsi), alla faccia di tutti gli assessori giovanilisti che si parlano addosso rispetto alle forme di divertimento dei giovani, ma che manifestano interesse solo a cio' che riescono e vogliono dirigere per trarne profitti e voti.
Ed ora, il giorno dopo? Basterebbe fare come in Cina con la Sars: mandare a casa coloro che -ufficialmente responsabili- non sono stati in grado di esserlo. E cioe':
- Vincenzo Bugliani, assessore per parchi urbani e verde pubblico
- Graziano Cioni, assessore per Sicurezza e vivibilità urbana, nonche' Polizia municipale
- Eugenio Giani, assessore sport e tempo libero
- Simone Siliani, assessore cultura e spettacolo
Troppi? Non e' colpa nostra se la burocrazia amministrativa e' cosi' parcellizzata. Altrimenti, discriminandone uno a vantaggio di un altro, qualcuno dei responsabili potrebbe farla franca. La soluzione piu' semplice, visto l'affollamento di dimissioni e dimissionati, sarebbe che se ne andasse il Sindaco, Leonardo Domenici. Ma lasciamo che lo decida lui e la sua maggioranza. A noi interessa solo una cosa. Che la legge sia rispettata e sia uguale per tutti. Specialmente per chi e' investito del rispetto della stessa. Anche solo per far capire a quell'amico multato perche' non si era messo le cinture di sicurezza che e' giusto che sia multato, perche' non stava rispettando il codice della strada.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
 
 
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