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Editoriale. Consumi e redditi, siamo messi male e senza futuro
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Editoriale di Vincenzo Donvito Maxia
22 gennaio 2024 13:26
 
 
Il confronto politico e l’informazione sono determinanti. Questi ultimi mesi: dopo le vicende della signora Ferragni, si discute sul saluto romano, sulla presenza in lista per le europee di Meloni e Schlein. Mentre papa Francesco è sulle prime pagine per invogliarci a fare figli. La lista di facezie è lunga… e tutte hanno come dominante le cose marginali e il papa cattolico. Il resto, l’economia del quotidiano, sembra non contare e, quando sentiamo qualcosa, sono bugie tipo trimestre anti-inflazione che avrebbe fatto calare l’inflazione o aumenti di stipendi (qualche decina di euro).

Intanto abbiamo avuto una legge di bilancio 2024 piena di aumenti del debito pubblico e di finti impegni per la famiglia. Si percepisce che dopo la scontata ripresa dopo il covid la crescita sarà al palo: Bankitalia ha fatto sapere che la crescita 2023 è stata dello 0,7% e che per il 2024 sarà dello 0,6%, mentre la legge di bilancio prevede 1,2%, con il governo che se ne vanta dicendo che siamo i migliori d’Europa.

Come si farà rientrare il debito pubblico? Non si sa. E dove prenderemo i soldi per avere salari più alti (attualmente siamo gli ultimi in Ue), pensioni più alte, ridurre le tasse e non abbandonare alla disperazione Sanità e Welfare? Non si sa.

Un metodo potrebbe esserci, le liberalizzazioni, ma il governo le reputa una iattura (vedi taxi e balneari). Così come attirare i capitali esteri, ma la vicenda dell'Ilva di Taranto ci ha fatto capire che non c’è voglia e capacità di farlo.

 Il problema non è tanto questo governo, ché anche l’opposizione, sulle liberalizzazioni e non solo, non è da meno con il suo “vade retro”.... ma è la cosiddetta classe dirigente che sembra interessata più alle rendite di posizione che al bene collettivo. Certo, non tutti i nostri parlamentari sono così, ma quelli che non lo sono li contiamo, senza annoverare quelli che dicono una cosa e poi fanno il contrario, sulle dita di un paio di mani.
L’unico salvagente che per ora abbiamo è quello Ue, chè decide per noi, e anche in nostro dissenso, cose su cui solo dopo ci si rende conto che non erano contro di noi. Un salvagente che sembra che in molti vogliano farne a meno o bucherellare ogni tanto (su questo si presti attenzione a fatti e provvedimenti, non alle parole).

 Le scelte dei prossimi mesi, di noi consumatori ed elettori, sono per questo determinanti a partire dal rinnovo del Parlamento europeo a giugno.

Nel frattempo riusciamo a non colare a picco, individualmente e non solo, grazie all’evasione fiscale. 

Qui il video sul canale YouTube di Aduc

 
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