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Vaccini/Lazio. Perché non si tutelano gli assistenti di studi medici?
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Comunicato di Primo Mastrantoni
28 febbraio 2021 11:48
 
  Riceviamo e diffondiamo una lettera della dott.ssa Raffaella Fabi:

"sono medico di Medicina Generale e segnalo l'urgenza di vaccinare gli "assistenti di studio" come categoria prioritaria: sono lavoratori del comparto sanitario.
La mancata vaccinazione, in caso di contagio, innescherebbe pesantissime ripercussioni sul Servizio sanitario: sono sempre a contatto con varie patologie.

Da marzo 2020, i medici di Medicina Generale convenzionati col S.S.N. (in seguito: Medici) hanno in carico la gestione:
a) di igiene pubblica, burocratica e medica dei contatti, dei positivi asintomatici e dei malati non ospedalizzati con SARS-CoV-2;
b) dei malati già seguiti da specialisti delle strutture pubbliche che, con la pandemia, hanno sospeso le visite.

Ciò ha comportato un pesante aggravio del carico di lavoro.

Nell’attuale emergenza, per i Medici è più necessario il loro supporto continuativo. Si interfacciano fisicamente con gli assistiti, con lavoro preliminare al rapporto medico-paziente (es. accompagnamento anziani e disabili, misurazione temperatura corporea, compilazione questionario rischio-Covid, verifiche per l'accesso in studio in sicurezza, preparazione dei consensi informati, ecc.). 

Gli assistenti sono esposti allo stesso rischio dei Medici di contrarre il Coronavirus e diffonderlo. Anzi, filtrando gli ingressi negli ambulatori, corrono più rischi.

E’ indispensabile vaccinarli per contenere i contagi, anche perché la seconda fase vaccinale porterà più assistiti "fragili" negli studi.

Segnalo anche diffuse disparità nazionali e regionali, che potrebbero sollevare contenziosi legali: in Regione Lazio, a differenza di altre Regioni, gli assistenti sono stati senza ragione depennati da categoria prioritaria per vaccinarsi.

E’ urgente considerarli categoria prioritaria per maggior tutela della salute pubblica.

Non è rivendicazione corporativa, ma esigenza legata al rischio di contagio, così come Medici e infermieri. Non sono solo amministrativi, ma assimilabili a personale socio-sanitario a stretto contatto con pazienti.
 
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