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Coronavirus e barche da diporto. Lettera Aduc al Presidente della Regione Toscana
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Comunicato di Redazione
29 aprile 2020 9:43
 
Gentile Sig. Presidente
la scrivente Associazione formula la presente raccogliendo le preoccupazioni di alcuni proprietari toscani di barche ormeggiate nei porti della nostra regione che, ormai dai primi dell’anno, non possono accedere alle barche stesse per di più proprio quando sarebbe necessario per effettuare i controlli e le manutenzioni occorrenti per riprendere il mare la prossima estate. Questa prolungata assenza ha sicuramente deteriorato e continua a deteriorare la stato dei natanti e delle imbarcazioni.
Il nuovo provvedimento del Presidente del Consiglio del 26 aprile pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 27 successivo, allargando un po’ le maglie del confinamento, ha concesso un’apertura che, secondo noi, consente di rimuovere l’attuale divieto di accesso ai porti a partire dal prossimo 4 maggio in modo da permettere ai proprietari di salire a bordo ed effettuare gli interventi occorrenti.
Infatti se è vero che il provvedimento in questione consente gli spostamenti fra i diversi comuni della Toscana quando sussistano “situazioni di necessità”,
non pare dubbio alla scrivente che una visita alla barca, dopo il 4 maggio prossimo e dopo mesi di confinamento totale, integri, per l’appunto, una situazione di necessità. Da aggiungere poi che, dopo tutto questo tempo, sarà molto probabile trovare qualche avaria.
Ciò detto la presente richiesta, più che sul diritto, vuole fondarsi sul senso civico di cittadini responsabili della salute propria e di quella collettiva. Ciò significa che la nostra gita alla barca non dovrà in nessun modo essere una “furba” occasione per violare il lockdown e uscire in mare con gli amici; sarà, invece, un viaggio di una persona sola con l’unico scopo di fare i controlli necessari ad un bene a cui affidiamo la nostra sicurezza. Tutt’al più potremo chiamare il tecnico di cui abbiamo bisogno per una eventuale riparazione.
In questo modo anche l’assembramento vietato dalla legge e l’impossibilità di osservare il richiesto distanziamento interpersonale saranno evitati.
Concludiamo facendole presente che altre regioni che, come la nostra, si affacciano sul Tirreno hanno già valutato favorevolmente la richiesta di accedere ai porti per motivate ed oggettive esigenze (es. Lazio, Liguria).
La ringraziamo per l’attenzione e le porgiamo cordiali saluti.
 
 
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