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I giovani ‘post-covid’ stanno strafando a Firenze e non solo? No al razzismo istituzionale. Dare fiducia, per una città dei ragazzi
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Comunicato di Vincenzo Donvito
27 giugno 2021 18:03
 
 Movida con risse ed eccessi nelle piazze del centro città e nei luoghi di ritrovo. Sono cronache locali e diffuse che le amministrazioni non dovrebbero valutare per una “tradizionale” risposta col metodo classico dell’ordine pubblico: divieto e repressione…. Si rischia di esplodere tutti. Ovviamente non ci sono formule magiche ma solo di riduzione del danno che, se ben proposto, col tempo potrebbe dare risultati.

All’inizio della pandemia i ragazzi - onta pubblica generale - sono stati identificati dagli adulti come "untori per eccellenza", principali responsabili della diffusione del virus in quanto – ritenuti incuranti delle regole - in parte colpevoli della crescita dei contagi tra gli anziani. Poi l'azzeramento dei rapporti in presenza coi coetanei e l’impossibilità di svolgere attività ricreative varie, nonché convivenza continua con genitori che, in molti casi, vivevano difficoltà economiche e preoccupazione per il futuro. Scontato che non potessero uscire indenni da una bufera di critiche esterne e di sofferenza interiore e conseguente accumulo di energie negative. Ma nonostante questo, nei lockdown più serrati sono i ragazzi che li hanno maggiormente rispettati, ed oggi sono loro che con autodisciplina, talvolta ignorata da chi ragazzo non è più, si prestano a farsi vaccinare.

A Firenze, e non solo, la risposta per ora è ordine pubblico serrato, nel senso di chiudere: piazze, luoghi e orari di limitata mobilità. Razzismo istituzionale: si penalizza il fatto stesso di esistere e non il comportamento illecito. Facile, quanto dannosa, questa gestione dell’ordine pubblico. Dimostrazione è che, problemi già pre-covid, oggi sono più gravi.

Riduzione del danno significa più energie istituzionali. Non ci sono soldi? Non è vero. Vanno invece usati in modo diverso tanti di quei soldi che sono abitualmente indirizzati in modo ritenuto più importante. Oggi l’importanza NUMERO UNO è un’altra: ridare la città ai ragazzi, che senza la loro fiducia anche il futuro più prossimo è l’antitesi della civiltà. Guardiamo cosa accade a Berlino.
Noi indichiamo un metodo. Ai “tecnici” il merito.
 
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