testata ADUC
Abbiamo scoperto l'esistenza del diritto a non-abortire…
Scarica e stampa il PDF
13 gennaio 2024 17:47
 

Oggi abbiamo appreso che potrebbe/dovrebbe esistere il “diritto a non abortire”. Cos’è? Un retaggio in alcuni entroterra più isolati della Cina a cui non è ancora giunta notizia che non esiste più - e da tempo - la politica del figlio unico e, di conseguenza, alle donne incinte dal secondo concepimento in poi viene fatto obbligo di abortire?

No! Lo abbiamo letto in una nota di attualità di un’associazione, Pro Vita & Famiglia di Torino, Piemonte, Italia, Europa: “Ogni anno in Italia migliaia di donne sono indotte e di fatto costrette ad abortire per mancanza di aiuti o alternative valide. La stanza dell'ascolto è un aiuto concreto alle donne che, invece di subire la violenza di essere abbandonate, possono così vedere rispettato il loro diritto a non abortire" (Ansa).

Siamo andati sui codici a cercare questo diritto, ma non abbiamo trovato nulla, anzi abbiamo trovato qualcosa di simile, il diritto ad abortire, ma che ci sembra c’entri poco con questo “diritto a non-abortire”, visto che non abbiamo trovato l’obbligo ad interrompere la gravidanza…. e la Cina è lontana.

Siamo in ambito di narrativa giuridica di questa associazione per complimentarsi col Tar di Torino che ha rigettato la richiesta di alcune associazioni di bloccare le procedure per l’istituzione della cosiddetta “stanza dell’ascolto” ma ha deciso di discutere nel merito il ricorso, rimandando il tutto (1). La “stanza dell’ascolto” nell'Ospedale Sant’Anna della stessa città, dovrebbe essere uno spazio  in cui sanitari e volontari cercano di far desistere le donne che intendono abortire,

Insomma una storia tutta in essere, e che per ora nello specifico non cambia nulla, dell'eterna disputa che contrappone chi ritiene il concepimento un fatto divino soggetto a principi morali, e chi una questione privata soggetta a legge terrena (che esiste e sancisce il diritto di pratica, pur con dei limiti)con decisione della persona interessata. Vedremo chi la spunterà e, soprattutto, cosa succederà dopo.

Quel che ci interessa è questo “diritto a non abortire” che - banalmente - se esistesse, sarebbe una contraddizione in termini: il diritto a non fare qualcosa che non è obbligatorio, crediamo faccia parte delle libertà individuali naturali e non giuridiche. 

Crediamo che, siccome dal 1981 (sentenza Corte Costituzionale) non esiste più il reato di plagio, chi non si è rassegnato che una persona possa decidere in autonomia di abortire e che non esiste neanche qualcun altro che possa costringerla psicologicamente a farlo (ex-plagio), non sapendo come fare per l’affermazione del proprio peccato/reato, per colpire l’immaginario collettivo presunto ignorante, abbia coniato questo diritto a non fare qualcosa che non è obbligatoria. 

Certo, mediaticamente, questa associazione crede che si dovrebbe vendere meglio “stanno violando il diritto di una persona” piuttosto che “siamo contrari che una persona eserciti il proprio diritto”, ché in quest’ultimo caso, anche negli ambiti più oscuri, violenti ed autoritari di logica e civismo sarebbe considerato male…. ma tant’è: chi vuoi che se accorga, chi vuoi che approfondisca se non puntigliosi e rompiscatole come noi… il concetto che passa, pur falsa la base, è che qualcuno sta impedendo un diritto …. anche se la realtà è che chi dice di salvaguardare questo diritto (inesistente) per farlo viola un diritto esistente. La realtà al contrario.

Facciamone tesoro, auspicando che anche nei confronti più aspri su principi filosofici e religiosi diversi, possa esistere una base comune, a partire dal non prendersi in giro.

Qui il video sul canale YouTube di Aduc

 
CHI PAGA ADUC
l’associazione non percepisce ed è contraria ai finanziamenti pubblici (anche il 5 per mille)
La sua forza economica sono iscrizioni e contributi donati da chi la ritiene utile

DONA ORA
 
 
ARTICOLI IN EVIDENZA
 
AVVERTENZE. Quotidiano dell'Aduc registrato al Tribunale di Firenze n. 5761/10.
Direttore Domenico Murrone
 
ADUC - Associazione Utenti e Consumatori APS