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Alitalia. A volte ritornano…. Metodo ‘vincente’ anche per Stellantis?
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3 febbraio 2024 13:10
 
 
Se su un motore di ricerca in Internet si digita “Alitalia”, al primo posto compare il sito di Ita Airways. Le ultime notizie su Alitalia sono di cassa integrazione che dura dal 2021 (anno di dismissione ufficiale) fino a ottobre di quest’anno (per ora), e qualche centinaio di lavoratori ancora attivi dediti, dopo 3 anni (sigh!), alla dismissione della società. Alitalia, tra il 1974 e il 2021, è costata allo Stato qualcosa come 14 miliardi... poi abbiamo la cassa integrazione e le vicende odierne che non finiscono mai.

Ma il fantasma Alitalia messo nell’armadio degli scheletri sembra che stia per materializzarsi. Il presidente di Ita ha fatto sapere che non è escluso che il marchio Alitalia torni, assorbendo Ita che è in fase di riassetto di capitali con Lufthansa. Visto il flop del marchio Ita, quello Alitalia farebbe felice tutti, dagli amanti della compagnia di bandiera che gonfiano il petto quando ne sentono il nome, ai nuovi padroni tedeschi… che di petto gonfio se ne fregano, ma sono consapevoli che siano alte le possibilità che un marchio come Alitalia si venda molto meglio dello striminzito Ita.

Vedremo cosa succederà. Noi utenti, ex-passeggeri magari in attesa ancora dei rimborsi, contribuenti dello Stato finanziatore…. osserviamo.

Ci merita evidenziare che Alitalia sia stata chiusa strapiena di debiti che continuano a maturare a vista d’occhio; sulle ceneri è nata Ita (100% ministero Economia e Finanze) che, “per carità, è una cosa diversa, non può farsi carico dei disastri precedenti”, ma ha acquistato la presunta carcassa di Alitalia al prezzo simbolico di 1 euro; i lavoratori di Alitalia continuiamo dal 2021 a pagarli coi soldi dello Stato e ci sono record di cassa integrazione molto lontani da essere emulati (i 12 anni della Fiat di Termini Imerese); …. ma ecco che dal cilindro dei maghetti delle imprese e finanze di Stato sta per rispuntare Alitalia, col corpo di Ita in via di cessione partecipata a Lufthansa.

Ma…. non si era detto che Ita non c’entrava nulla con Alitalia? Ah, avevamo capito male: non c’entrava nulla coi debiti di Alitalia, ma il metodo aziendale era lo stesso e, passato un po’ di tempo, indossa il vecchio abitino di Alitalia… insomma è stato trovato un presunto ingegnoso metodo per cancellare i debiti e ripartire da capo.

Chissà cosa ne pensano le migliaia di aziende in difficoltà e tutti i contribuenti che pagano le casse integrazioni di queste aziende.

Ora, con le dovute differenze, stiamo meglio comprendendo frenesia ed entusiasmo di governo e cosiddette opposizioni per gli investimenti in Stellantis. Il problema, per loro, non è la capacità di produrre lavoro e utili, ma di far finta - per le proprie glorie politiche - di essere imprenditori e finanzieri: a pagare sono i contribuenti, e se il debito pubblico aumenta… si vedrà.

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