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Beneficenza e ‘metodo’ Ferragni. Ora anche una legge ad hoc… 
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13 gennaio 2024 10:08
 

Una legge contro le Ferragni, un surplus a quelle già esistenti solo per soddisfare l’irrefrenabile voglia di normare e disciplinare ogni aspetto della vita.


Sembra che alcuni parlamentari si alzino la mattina, leggano le cronache più o meno nere, e decidano di conseguenza come dare lustro alla propria funzione, volendo mettere il proprio nome su una qualche legge che poi porti il segno nei tempi dei tempi e dia maggior senso ad uno Stato che ti vorrebbe accompagnare, come vuole lui, dalla culla alla bara… e se sgarri… galera, multe, etc.

L’elenco è lungo, ma restiamo ai giorni nostri. E’ dei giorni scorsi la proposta di legge per far pagare le multe ai ristoratori che non mettono a disposizione il cosiddetto doggy bug (un contenitore, originariamente per cani, per portarsi via il cibo pagato e non consumato nel ristorante)... difficile un invito, anche mediatico (pubblicità progresso) a farlo?

Oggi è la volta della ormai cattiva signora Ferragni (lungi da noi assolverla, ci interessa l’uso mediatico, culturale, politico, giudiziario ed economico che se ne fa). Dopo che l’Autorità per le Comunicazioni (Agcom) ha dettato le sue regole per l’attività di influencer, c’è un deputato del maggiore partito di governo che vuole coinvolgere tutto l’Esecutivo in una legge ad hoc. Ci viene detto che la signora Ferragni non c’entra… ma… suvvia..

Ci domandiamo come mai non basti il codice penale e civile (truffa, appropriazione indebita, indebito guadagno, etc) e le norme Antitrust (pubblicità ingannevole, pratica commerciale scorretta) per sanzionare e scoraggiare quel che per ora è sotto le lenti delle procure e che al momenti ha solo la sanzione Antitrust (contro cui c’è un ricorso al Tar) e un circo mediatico al pari di un rogo per una strega medievale?

No, non basta. E’ la terribile e irrefrenabile voglia di voler normare e legiferare su tutto. Come quelli che fanno le leggi su qualunque comportamento individuale che al massimo lede chi lo mette in atto (aborto, per esempio), auspicando che ci siano leggi per dire (estremizziamo, ma mica tanto…) che le donne a 18-19 anni si devono sposare e fare figli.

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