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Inflazione. Accontentarsi della bassa crescita?
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15 marzo 2024 12:50
 

Istat ha confermato le stime dell’inflazione di febbraio: +0,1% su base mensile e +0,8% su base annua. Il trend è il solito da alcuni mesi: tutto in crescita ma, grazie al continuo calo dei prodotti energetici, si riesce a mantenere una sorta di livello accettabile dell’aumento del costo della vita? 

Sarebbe possibile, ma va considerato che, siccome per l’energia siamo in fase di passaggio da mercato tutelato a mercato libero e quasi tutti gli operatori si sono scatenati con prezzi alti e proposte di dubbia comprensione… ecco che il contributo dei prezzi energetici al calo dell’inflazione diventa un po’ aleatorio. I “freddi” numeri si devono sempre confrontare col mercato… e il nostro è quello che è, tra nostalgici del mercato tutelato e imprenditori capaci solo di guardare le proprie saccocce e non un’armonia del proprio bene con quello pubblico.

In questo contesto molto poco liberista e promettente, a chi (esponenti del governo soprattutto) esulta per le basse performance dell’inflazione, è bene ricordare che il costo della vita è in calo in tutta Europa, ma non in Italia, e che non basta continuare ad accontentarsi di crescere meno, ma occorrerebbe invertire la tendenza.

Anche se non siamo ancora alla scadenza dei termini per verificare se le politiche governative anti-inflazione hanno dato qualche effetto, il fatto che si continui a crescere è di per sé un campanello d’allarme che qualcosa non ha funzionato.

Lo capiscono questo i nostri governanti, pur se molto attenti più che altro alle campagne elettorali? Sembra di no. Capiranno che il consenso si raggiunge su cose concrete e non su parole al vento? Sembra di no. Lo iato tra Paese politico e Paese reale li ha portati (con buona compagnia anche dell’opposizione) a credere di essere plebiscitati perché vincono questa o quell’altra elezione… facendo finta di non vedere che chi vota è sempre un numero minore di persone.

Insomma, sembra proprio che abbiamo un Paese dove i navigatori guardano delle miniserie girate da loro stessi, mentre il resto del Paese va per conto proprio. La deriva non c'è per un solo motivo: grazie Europa… finchè dura l’europeismo d’occasione dei nostri governanti.


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