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Lo sguardo lungo negli investimenti finanziari
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Articolo di Alessandro Pedone
16 maggio 2018 3:45
 
Fra le tante false narrazioni che si sentono nel mondo degli investimenti finanziari, vi è quella in base alla quale i grandi investitori istituzionali sarebbero enormemente avvantaggiati rispetto ai piccoli investitori privati e farebbero sempre montagne di soldi.
Naturalmente ci sono diversi casi di grandi investitori che lo hanno fatto, ma ci sono anche tanti casi (ovviamente molto meno pubblicizzati e conosciuti) d’investitori istituzionali che perdono molti soldi.
Avere tanti soldi porta ovviamente alcuni vantaggi (in particolare consente di avere risorse organizzative ed informative più efficaci), ma porta con sé anche diversi svantaggi legati al fatto che dover investire moltissimi soldi preclude una serie di piccole operazioni che sposterebbero troppo il prezzo dello strumento sul quale si vorrebbe investire.
Ma il problema più grosso che ha la maggioranza degli investitori istituzionali non è tanto la dimensione, quando la prospettiva.
Eccezioni a parte, nel mondo finanziario, in generale, si assiste  al fenomeno della valutazione dei risultati in un arco temporale sempre più breve. Ai clienti raccontano di dover valutare i propri risultati in un imprecisato “lungo termine”, ma loro valutano i gestori e coloro che fanno le scelte nel breve o brevissimo termine.  Un anno è diventato sostanzialmente il loro “lungo termine”, un trimestre il “medio termine” ed un giorno il “breve termine”.
Chiudere un anno in negativo, rispetto ai parametri di valutazione, spesso significa mettere seriamente a rischio il proprio ruolo. Anche se un gestore avesse idee lungimiranti, regna il principio del “primum vivere, deinde philosophari”.
 
Pazienza e perseveranza: la merce più rara a Wall Street
Da un certo punto di vista può sembrare paradossale che il modo più sicuro per avere ottimi rendimenti finanziari sia anche quello meno diffuso fra gli investitori.
Ci sono tante strategie d’investimento. Quelle meno utilizzate sono vere strategie di lungo termine (e con lungo termine intendiamo più di 10 anni). Queste strategie sono molto poco costose, richiedono relativamente poco tempo danno risultati eccezionali con elevatissime probabilità, ma non sono utilizzate quasi da nessuno.
Eppure, per la mia esperienza di oltre 15 anni nei quali seguo direttamente investitori privati, la maggioranza degli investitori tende a non spendere i propri risparmi per decenni.
La volontà della maggioranza degli investitori è quella di detenere almeno una parte dei propri risparmi per moltissimi anni avvenire. Spesso, una parte, è destinata al passaggio generazionale e potrebbe avere un vero orizzonte temporale di 30 o 40 anni.
Ciò nonostante sono rarissimi i casi nei quali gli investitori si pongono nell’ottica di un investimento di lungo o lunghissimo termine.
L’idea è quasi sempre quella di evitare assolutamente anni con rendimenti negativi, come se vi fosse una concreta esigenza di dover vendere l’intero capitale in ogni momento.

Perché questo accade?
In base alla mia esperienza ci sono più fattori che concorrono a questo apparente paradosso.
Il primo è che gli investitori non percepiscono realmente la differenza che può fare avere una vera ottica di lungo termine, rispetto all’approccio comune.
Nessuno ha mai veramente spiegato all’investitore medio la differenza che può fare investire realmente a lungo termine rispetto ad investimenti pensati al breve-medio termine. Nei pochi casi in cui è stato fatto, non è stato in modo credibile poiché il soggetto che ha fornito queste informazioni aveva un interesse diretto (tralasciando il fatto che quasi sempre la fiducia è stata ampiamente tradita).
Il secondo problema è  connesso con la scarsa propensione degli investitori italiani a valutare e pianificare quelle che possono essere le loro esigenze finanziare future. Mancando quest’abitudine è molto più difficile rendersi conto che, nella realtà, è praticamente certo che una parte, non trascurabile, del proprio patrimonio finanziario abbia una orizzonte temporale superiore alla nostra stessa vita.
Il terzo problema è più di legato alla natura umana. E’ la vecchia questione dell’uovo oggi o la gallina domani. Le scelte che soddisfano bisogni immediati sono prese in zone del cervello che richiedono meno energia e forniscono risposte più immediate. Le scelte legate a bisogni futuri richiedono molta più energia al nostro cervello e le risposte sono più lente.
Una disamina più approfondita di questo problema l’abbiamo proposta in questo articolo: “Perché facciamo sistematicamente scelte finanziarie errate?” 
Per tutte queste ragioni, la pazienza e la lungimiranza è il bene più scarso nei mercati finanziari ed è anche per questo che, nella sostanza, è anche il bene più produttivo di tutti.
 
Perché investire realmente a lungo termine?
I mercati finanziari, se utilizzati con lungimiranza, sarebbero in grado di trasformare una “normale” famiglia in una famiglia benestante ed una famiglia benestante in una famiglia ricca.
Servono circa 30-40 anni, ma le probabilità di successo sono molto elevate, solo che quasi nessuno avrà la lungimiranza, la pazienza e le conoscenze per farlo.
Centomila euro possono diventare un milione di euro reali (cioè tenendo conto anche dell’inflazione) nell’arco di 30-40 anni, senza dover fare cose complicate o accessibili solo a super-investitori. Con lo stesso principio, 500 mila euro possono “facilmente” diventare 5 milioni.
Non si tratta di numeri “assurdi” dei venditori di corsi o libri per “diventare ricchi”.
Si tratta di rendimenti accessibili a qualsiasi investitore di lunghissimo termine, naturalmente è necessario conoscere il funzionamento dei mercati finanziari, in particolare quelli azionari, ed applicare strategie d’investimento adeguate a questo obiettivo.
 
Tutto parte dalla pianificazione
Per poter applicare una strategia d’investimento pensata per il lunghissimo termine, in grado di far fare realmente un balzo alla ricchezza della propria famiglia, è necessario avere delle conoscenze specifiche - come abbiamo scritto precedentemente – ma è anche indispensabile stabilire quanto possiamo realmente destinare a questo obiettivo.
L’abitudine a pianificare le nostre finanze, in Italia, è quasi sconosciuta.
Molto spesso si confonde “pianificare” con “decidere”.
Pianificare determinate entrare ed uscite non significa che realmente si dovranno fare.
Realizzare piani pluridecennali significa avere quasi la certezza che ciò che pianifichiamo non si realizzerà nei termini nei quali è stato pianificato.
Allora perché si dovrebbe pianificare? Perché pianificare ci aiuta a prendere decisioni future maggiormente in linea con i nostri principali interessi.
Si tratta di un tema apparentemente complesso per il pubblico italiano perché è qualcosa di semi-sconosciuto. Non è possibile affrontarlo, neppure superficialmente, in questo articolo.
Desidero solo ribadire che il primo passo – indispensabile – per far fare ad una famiglia un cambio di status finanziario è quello di partire da una pianificazione dei propri flussi nel lungo e lunghissimo termine.
 
Strategie finanziarie per il lunghissimo termine
Investire per il lunghissimo termine significa sostanzialmente partecipare agli utili della crescita economica. Il futuro, anche immediato, ci riserverà dei cambiamenti che oggi ci sembrerebbero impossibili. Se pensiamo ai cambiamenti che abbiamo fatto negli ultimi 20 anni, ci rendiamo conto che oggi sono in realtà cose che ci apparivano impossibili.
Lo stesso accadrà nei prossimi anni.
C’è un solo modo per intercettare i frutti economici di questi cambiamenti ed è quello di investire nelle azioni. Ci sono molti modi per farlo e molte strategie. Se si possiede una reale visione di lungo termine, le strategie più sensate sono quella di tipo contrario, ovvero  fare l’opposto di quello che fa la massa.
Un investitore che non ha molte competenze potrebbe limitarsi anche a comprare l’indice azionario mondiale (ETF che indicizza l’MSCI World) e scegliere di aumentare la quota ogni volta che c’è un calo del 15% e rivendendo solo la quota aggiuntiva al raggiungimento dei nuovi massimi. E’ fondamentale sapere che si può avere un calo anche superiore al 45% e quindi bisogna pianificare il proprio portafoglio per poter fare almeno 3 ulteriori acquisti rispetto a quello che si sceglierà di mantenere per tutti i decenni avvenire.  E’ una strategia banale, ma mantenuta per molti anni è certamente in grado di produrre risultati strabilianti.
Investitori più preparati possono applicare strategie molto più complesse, andare su singoli titoli azionari, su specifici fattori d’investimento (value, quality, momentum) o su specifici temi d’investimento (automazione, green economy, invecchiamento della popolazione, ecc.).
E’ chiaro che ciascuna di queste scelte ulteriori, potenzialmente, può fornire rendimenti aggiuntivi molto significativi, ma sono accessibili solo ad investitori particolarmente preparati.
Ciò che però fa realmente la differenza è avere realmente l’approccio di lungo e lunghissimo termine.
 
 
 
 
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Direttore Domenico Murrone
 
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