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Bolli prescritti. Ingiunzione annullata e Regione condannata alle spese. Il caso Piemonte
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Comunicato di Pietro Moretti
20 novembre 2018 12:39
 
Alcune Regioni continuano ad inviare ingiunzioni di pagamento per bolli ormai prescritti, e i loro cittadini ne pagano ora il prezzo!
E' questo il caso della Regione Piemonte, che emette (tramite la sua società di riscossione Soris) ingiunzioni di pagamento per bolli auto ben oltre il termine di prescrizione triennale. Abbiamo assistito diversi contribuenti nel ricorso alla Commissione tributaria provinciale di Torino. E’ arrivata ora la prima sentenza: ingiunzione di pagamento annullata e Regione condannata a pagare 500,00 Euro di spese. Spese che ovviamente pagheranno i piemontesi!
Si ricorda che, nonostante il Piemonte si sia fatto una legge (incostituzionale) che estende la prescrizione a cinque anni, la legge nazionale prevede un termine triennale. L’art. 5 del d.l. 953/1982 statuisce che l'azione dell'Amministrazione finanziaria per il recupero delle tasse automobilistiche “si prescrive con il decorso del terzo anno successivo a quello in cui doveva essere effettuato il pagamento”. Questo significa, ad esempio, che nel 2018 il Piemonte non potrà pretendere il pagamento di bolli o dei relativi avvisi di accertamento notificati oltre il 31 dicembre 2014.
La Corte Costituzionale ha già chiarito che spetta solo ed esclusivamente alla legge nazionale stabilire i termini di prescrizione sulla riscossione dei bolli auto. Perché la Regione Piemonte continua ad ignorare la legge e la Costituzione? La risposta è facile: per ogni cittadino che fa ricorso alla Commissione tributaria, altri dieci pagano senza opporsi. La Pubblica Amministrazione conta infatti sull’ignoranza o sulla pigrizia del contribuente per incassare ciò che non gli spetterebbe più.
Ai cittadini che ricevono ingiunzioni di pagamento o avvisi di accertamento per bolli prescritti, ricordiamo che è possibile fare ricorso entro 60 giorni dalla notifica dell'ingiunzione presso la Commissione tributaria provinciale, senza bisogno di avvocato per importi inferiori a 3.000 Euro. Qui un approfondimento. Si consiglia anche di fare un esposto alla Procura della Corte dei Conti della propria Regione.
 
 
 
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