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Bonus mobilità. Il Ministro Costa invita i cittadini a richiedere il bonus 'con calma', ma il sito non lo consente più
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Comunicato di Pietro Moretti
4 novembre 2020 14:03
 
Ieri gli utenti di Poste Italiane sono stati esclusi dal bonus mobilità a causa del malfunzionamento totale di PosteID con Spid (identità digitale). Dopo aver atteso per ore in "coda virtuale", decine di migliaia di utenti si sono visti buttare fuori dal sito del Ministero dell'Ambiente a causa dell'impossibilità di accedervi tramite Spid di Poste. Nel frattempo i fondi per i rimborsi e i buoni si sono esauriti.

Il Ministro Costa ha fatto sapere che reperirà le risorse per consentire a tutti di usufruire del bonus, ed ha invitato i cittadini a continuare a fare le richieste sull'apposito sito Web buonomobilita.it. Peccato che quel sito non lo consenta più. In molti ci segnalano che al momento dell'invio della richiesta, si riceve un laconico messaggio di errore in stile Windows: "Problema nel recupero dei dati, contattare l'amministratore di sistema".
Non è dato sapere chi sia "l'amministratore di sistema" da contattare, ma è evidente che la responsabilità ultima ricade sul Ministro dell'Ambiente e i suoi tecnici informatici. Pertanto, invitiamo il Signor Ministro a risolvere i problemi di "sistema" del proprio sito Web e a rifinanziare tempestivamente il fondo.
Diversamente, Poste Italiane - che è di proprietà dello Stato - sarà travolto da richieste di risarcimento danni per milioni di euro.
Ricordiamo infatti che il malfunzionamento dello Spid di Poste che ha impedito l'equo accesso al bonus costituisce inadempimento contrattuale e fa sorgere in capo al danneggiato il diritto al risarcimento pari al rimborso cui non è stato possibile accedere. 

Infine, si chiede al Governo di evitare in futuro di obbligare i cittadini ad utilizzare lo Spid per l'accesso a servizi pubblici, visto che Poste Italiane non è in grado di offrire un servizio minimamente efficace. I "click day" possono funzionare solo in presenza di una burocrazia efficiente, che evidentissimamente non è il caso italiano.

Nel frattempo, consigliamo alle vittime di Poste Italiane di farsi valere con una raccomandata a/r o PEC di messa in mora, avvertendo che ove fosse stata definitavemente perduta l'opportunità di accedere al bonus a causa dei suoi disservizi, si procederà per vie legali. Qui i recapiti di Poste Italiane.
 

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