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DIRITTI DEL MALATO
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Comunicato 
19 dicembre 1997 0:00
 

TERAPIA ANTITUMORALE DEL PROF.DI BELLA E DIRITTO ALLA SALUTE.
L'ADUC HA PRESENTATO QUESTA MATTINA UNA DENUNCIA CONTRO IL MINISTRO DELLA SANITA'. Firenze, 19 Dicembre 1997. Come preannunciato, il presidente nazionale dell'Aduc, Vincenzo Donvito, si e' recato questa mattina negli uffici della Procura della Repubblica di Firenze, ed ha depositato la denuncia contro la ministra della Sanita' sul caso del prof. Luigi Di Bella.
Ecco il testo della denuncia:
Si apprende da diversi mezzi nazionali di informazione che la ministra della Sanita', Rosy Bindi, per avvalorare la fondatezza scientifica della terapia antitumorale del prof. Di Bella, ha chiesto che le siano fornite le evidenze del caso, mentre al ministero dicono che non hanno ancora ricevuto la documentazione necessaria per verificarne le ragioni. Nel frattempo, sempre la ministra Bindi, la scorsa estate ha promesso a due associazioni di pazienti, che prendera' in esame le cartelle cliniche di persone che sono guarite con questa terapia, mentre il pretore di Maglie, i mezzi di informazione, la comunita' scientifica e tanti altri fanno un chiasso sulla materia da diverse decine di anni, sciorinando risultati positivi che, come minimo, fanno venire il dubbio che qualcosa ci dovra' pur essere. Di fronte a questo dubbio, da parte delle autorita' ministeriali e scientifiche "ufficiali" registriamo solo silenzio, mezze frasi e imbarazzi, cosi' come e' stato anche ieri sera nella trasmissione televisiva "Moby Dick", andata in onda dalle 20,40 sull'emittente ItaliaUno, in cui si e' trattato, alla presenza anche del prof. Di Bella, proprio dell'argomento; e dove lo stesso professore ha manifestato il suo timore che niente si sia fatto e si continui a fare in materia, perche' enormi sarebbero gli interessi economici per continuare l'attuale onerosissima terapia chemioterapica.
Ci vien da credere che ci siano altri problemi che non quelli di "documentazione non ancora pervenuta", e che per questi altri problemi, chi ne paga le spese e' il solito utente dei servizi sanitari, che, non potendo scegliere se farsi curare come consiglierebbe il prof. Di Bella o meno, non puo' far altro che sperare in interventi come quello del pretore di Maglie, che ha obbligato la Asl della sua zona a continuare a somministrare il cocktail di farmaci del prof. Di Bella.
Intanto, l'ex ministro della Sanita' Raffaele Costa, in un'intervista al quotidiano "Il Giornale" di oggi, cosi' afferma: "...... il ministro ha tutti gli strumenti a disposizione per verificare in tempi brevi l'efficacia di questo metodo che forse puo' salvare molte vite. A allora lo faccia: mandi gli ispettori sanitari piu' bravi a seguire i pazienti in terapia per studiare i suoi effetti."
Crediamo che se un ex-ministro come l'on.Costa parli in maniera cosi' evidente di tempi e strumenti elastici e brevi, lo faccia a ragion veduta e per esperienza vissuta.
Per queste ragioni chiediamo se nel comportamento della ministra e/o del ministero si possa ravvisare un attentando al diritto alla salute costituzionalmente riconosciuto, perche' starebbero impedendo che siano fatte le analisi e che sia presa una decisione sulla terapia del prof. Di Bella, favorendo il procrastinarsi dell'attuale terapia "antitumorale".


 
 
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