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Giustizia oscura, inutilmente burocratica. Essenzialmente nemica del cittadino. Il caso delle tessere sconto fasulle e della Procura della Repubblica di Venezia
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Comunicato 
21 aprile 2010 17:15
 
 Ad agosto 2008 avevamo presentato un esposto alla procura della Repubblica di Firenze (dove ha sede nazionale la nostra associazione) chiedendo al magistrato se in cio' che presentavamo c'erano o meno gli estremi di un reato: si trattava di aziende che promettevano sconti tramite una tessera gratuita e invece obbligavano a spendere duemila euro. Si trattava di aziende essenzialmente basate in Veneto, ma la pratica truffaldina continua anche ora e si e' ramificata in varie parti d'Italia.
Dopo alcuni mesi, informandoci presso la Procura della Repubblica di Firenze ci fu comunicato che, per competenza territoriale, l'esposto era stato inviato ai loro colleghi di Venezia. Abbiamo aspettato per diversi mesi senza sapere nulla e fiduciosi del fatto che nell'esposto avevamo chiesto di informarci se il tutto era stato archiviato (prassi che abitualmente viene seguita). Passato tutto il 2009, all'inizio di quest'anno ci siamo messi in contatto con la Procura di Venezia per sapere qualcosa. Abbiamo trovato un muro: le informazioni si danno solo per via ufficiale -ci viene detto-, quindi se le volete deve venire di persona chi ha depositato l'esposto oppure un suo delegato con firma autenticata.
Un delegato ufficiale del presidente dell'Aduc (che aveva firmato l'esposto) e' andato appositamente a Venezia ed ha ritirato cio' che avevamo chiesto che, in termini burocratici, si chiama “certificazione delle iscrizioni”. Un documento (che alleghiamo) totalmente incomprensibile nel linguaggio e nelle sigle utilizzate, sul quale i nostri avvocati si sono dedicati nelle diverse interpretazioni, ma tutte insoddisfacenti. Abbiamo fatto un tentativo in extremis telefonando alla cancelleria della Procura di Venezia, chiedendo se per favore ci aiutavano nella lettura di quel documento e... abbiamo avuto fortuna: un cancelliere 'pietoso' ci ha detto che significava che l'esposto era stato archiviato l'11 febbraio 2009. Alla nostra domanda sul perche' non ce ne avevano dato comunicazione, la risposta e' stata -ovviamente- “non lo so”.
Se pensiamo a cosa abbiamo dovuto ricorrere per avere una risposta che poteva benissimo esserci fornita fin dalla prima richiesta telefonica, senza dover andare di persona a Venezia, etc... ci viene lo sconforto: giustizia oscura, inutilmente burocratica e, sostanzialmente, nemica del cittadino. Se poi pensiamo anche al contenuto dell'esposto e a tutte le vittime di questi truffatori delle tessere sconto che continuano ad imperversare (2), ci prende anche la rabbia.
 
 
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