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'Zone rosse' a Firenze. Ordinanza prefetto vìola Stato di diritto. Ricorso al TAR. Sottoscrizione per le spese
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Comunicato di Redazione
2 maggio 2019 17:46
 
Le ordinanze prefettizie che vietano l'ingresso nelle cosiddette "zone rosse" delle città a chiunque sia stato anche solo "denunciato", costituiscono una grave ferita allo Stato di diritto, alla democrazia e ai diritti di libertà individuali.
Per questo, l'Aduc ha deciso di promuovere e finanziare l'iniziativa di un pool di legali al fine di impugnare una delle primissime ordinanze di questo genere, emessa dal Prefetto di Firenze alcuni giorni fa. Questa mattina, gli avvocati Cino Benelli, Adriano Saldarelli e Fabio Clauser, questi ultimi due consulenti Aduc, hanno  depositato ricorso al TAR Toscana per sottoporla al vaglio giurisdizionale. Qui il testo del ricorso (qui una sintesi).

L'insicurezza, fenomeno più percepito che reale e cinicamente cavalcato a fini elettorali, ha spinto infatti il Ministero dell'Interno a promuovere nuove forme di controllo del territorio attraverso i Prefetti. Firenze è la prima città ad adottare un tale provvedimento dopo Bologna, ed è stato accolto con entusiasmo non solo dai sostenitori del Ministro Matteo Salvini (Lega), ma anche dal Sindaco Dario Nardella (PD).

In particolare viene disposto il divieto di stazionare in alcune aree della città "ai soggetti che ne impediscano la fruizione con comportamenti incompatibili con la vocazione e la destinazione di tali aree. Sarà considerato responsabile di tali comportamenti chiunque sia stato denunciato...".

In breve, secondo il Governo e il Sindaco, una persona deve essere allontanata da certe aree perché ne impedirebbe il godimento (di che cosa? a chi?) per il solo fatto di essere stata denunciata.

Essere stati denunciati non è un comportamento, è un fatto.
Un fatto che non dipende dal denunciato e che in uno Stato di diritto deve essere considerato neutro, fino a che non si giunga ad una condanna definitiva.
Giusto per avere un'idea: anche chi è stato assolto con formula piena è stato denunciato.
Anche chi è stato accusato falsamente è stato denunciato.

Attraverso questa azione giudiziaria, che sottoporrà questo tipo di ordinanze al vaglio delle leggi e della Costituzione, facciamo nostro il richiamo del Presidente della Repubblica dello scorso 25 aprile, festa della liberazione nazionale dal totalitarismo: "no al baratto della libertà con la promessa dell'ordine".

Facciamo infine un appello per contribuire al fondo spese del ricorso al Tar, molto oneroso per un'associazione come la nostra: 650 euro di contributo unificato (la "tassa" da pagare per usufruire dei servizi di questo tribunale)
Chiediamo aiuto ad ogni forza politica e associativa cittadina e nazionale, e soprattutto ai cittadini sensibili ai diritti di libertà delle persone (tutte, nessuna esclusa!) a sostenere questa iniziativa per stroncare sul nascere questa forma pericolosissima di giustizia sommaria.
Chiunque vorrà, potrà contribuire al fondo spese per il ricorso.
L’obiettivo è raccogliere 650 Euro per pagare il contributo unificato per la presentazione del ricorso.
Qui si può fare la donazione con diversi mezzi. Nella causale scrivere cortesemente “zone rosse” e il contributo verrà destinato all’iniziativa.
 
 
 
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