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I buffoni di Roma
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Stati uniti d'europa di Redazione
28 novembre 2018 16:07
 
 Sonnambulismo del sovranismo… Da settimane, i dirigenti italiani non hanno smesso di insultare l’Unione europea, che ricordava loro che non stavano mantenendo gli impegni budgettari dell’Italia. E abbiamo visto ciò che si sarebbe previsto, la “dittatura di Bruxelles” a cui venivano indirizzate le loro critiche, la Commissione poteva andare al diavolo, l’Italia avrebbe fatto ciò che voleva del proprio budget – una versione un poco più cortese del “vaffanculo” caro a Beppe Grillo, fondatore del Movimento Cinque Stelle che co-governa il Paese. In un clima da buffoni che fa molto “commedia dell’arte”, il governo italiano ha improvvisamente cambiato linguaggio: sì, negoziamo, sì, faremo uno sforzo di saggezza finanziaria, sì, possiamo rivedere certe spese, etc.
Un nuovo effetto della tirannia di Bruxelles che obbliga i popoli a passare sotto le forche caudine? Non proprio: Bruxelles ha insistito, minacciato sanzioni, ma queste sanzioni, oltre al fatto che sono blande, hanno molto tempo davanti a sé prima di entrare in vigore. No: il governo italiano, che è avanzato finora con gli occhi bendati, si è scontrato col muro della realtà. Fortemente indebitato, il Paese deve rifinanziarsi regolarmente attraverso i propri istituti di credito. L’ultima emissione di obbligazioni (procedura abituale destinata a colmare i buchi delle finanze pubbliche) è andata male. Non solo i tassi consentiti allo Stato italiano aumentano, ma soprattutto i risparmiatori italiani (e non i mercati di New York) sono ormai recalcitranti a finanziare il proprio Stato. Diavolo!
In una situazione molto più drammatica, Alexis Tsipras si era trovato davanti allo stesso dilemma nel momento più alto della crisi greca: se avesse inviato a Bruxelles delle rose, si sarebbe ritrovato in conflitto diretto con i creditori internazionali, ancora meno accomodanti rispetto all’Unione. E’ il tallone di Achille delle politiche troppo dispendiose: quando si prendono prestiti, ci si mette nelle mani dei creditori, che vogliono riavere i propri soldi. Ai piedi del muro del debito, Tsipras, che aveva ereditato una situazione disastrosa, ha scelto il male minore. Salvini e Di Maio, l’”auguste” (1) e il clown bianco, dopo aver raccontato cose incredibili ai propri elettori, fanno il duro apprendistato del governare, non più nelle pantalonate dei meeting con grandi spettacoli, ma nella triviale e contrita realtà. Il sonnambulo si risveglia e si rende conto che sta camminando sul bordo del tetto.
Così fanno i nazionalisti quando arrivano al potere: si fanno eleggere vituperando l’Europa e constatano, una volta che sono sul pezzo, che non possono fare a meno di essa. E’ il motivo per cui la Brexit si è impantanata nel Regno Unito e dopo due anni non ha fatto nessun emulo in Europa, neanche tra i leader più populisti. A differenza di tutti gli altri.

1 - Clown vestito in modo grottesco, che si abbandona alle buffonate (opp. Al clown bianco). Tipo Stanlio e Ollio

(editoriale di Laurent Joffrin, pubblicato sul quotidiano Libération del 28/11/2018)
 
 
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