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 ITALIA - ITALIA - Zone rosse Firenze. Viminale impugna sentenza Tar e annuncia provvedimenti contro giudici
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5 giugno 2019 17:40
 
Il ministero dell’Interno impugnerà la sentenza del Tar di Firenze contro le cosiddette zone rosse ed è pronto a riformulare l’ordinanza per allontanare da alcune aree cittadine balordi e sbandati. Scatterà il ricorso anche contro le sentenze dei tribunali di Bologna e Firenze a proposito dell’iscrizione anagrafica di alcuni cittadini stranieri. Il Viminale intende rivolgersi all’Avvocatura dello Stato anche per valutare se i magistrati che hanno emesso le sentenze avrebbero dovuto astenersi, lasciando il fascicolo ad altri, per l'assunzione di posizioni in contrasto con le politiche del governo in materia di sicurezza, accoglienza e difesa dei confini. Idee espresse pubblicamente o attraverso rapporti di collaborazione o vicinanza con riviste sensibili al tema degli stranieri come 'Diritto, immigrazione e cittadinanza' o con avvocati dell’Asgi (associazione studi giuridici per l’immigrazione) che hanno difeso gli immigrati contro il Viminale. Luciana Breggia è il giudice del Tribunale di Firenze: è stata relatrice della sentenza che ha escluso il ministero dal giudizio sull’iscrizione anagrafica di un immigrato. In alcuni dibattiti pubblici (come quello organizzato a Firenze l’8 aprile 2019 e disponibile online) ha chiarito la sua idea di immigrazione censurando l’uso della parola 'clandestini' e ha partecipato alla presentazione del libro dell’avvocato dell’Asgi Maurizio Veglio. Titolo: "L’attualità del male, la Libia del male è verità processuale". Ed è proprio un altro avvocato dell’Asgi - Noris Morandi - il legale che ha assistito il cittadino straniero che ha fatto ricorso contro il Viminale e a cui il giudice Breggia ha dato ragione. Alla presentazione del libro, Breggia (già coordinatrice della Onlus "Rete per l’ospitalità nel mondo") era accanto alla portavoce di Mediterranea (quella di Luca Casarini) e al professore Emilio Santoro. Quest’ultimo, in un’intervista, ha definito l’attuale esecutivo "il governo della paura". Santoro è docente ordinario di Filosofia del diritto e Diritto degli stranieri presso il Dipartimento di Scienze giuridiche dell’università di Firenze ed è presidente del comitato scientifico del centro di documentazione "L’Altro Diritto".
Proprio nel polo delle Scienze sociali dell’ateneo toscano - il prossimo 17 giugno - ci sarà il convegno "Le città diseguali. zone rosse... e zone nere" con un giornalista di Repubblica e il presidente emerito della Corte Costituzionale Valerio Onida. Presso il dipartimento di Scienze giuridiche dell’università di Firenze ha sede la redazione della rivista online "Diritto, immigrazione e cittadinanza", che si erge a difesa "dei diritti, dell’eguaglianza, della integrazione nel rispetto della diversità". Tra coloro che collaborano con la rivista c’è la dottoressa Rosaria Trizzino (che ha appena bocciato le zone rosse in qualità di presidente della seconda sezione del Tar della Toscana), ma anche la presidente della prima sezione del tribunale civile di Bologna Matilde Betti, che il 27 marzo 2019 non ha accolto il ricorso proposto dal ministero dell’Interno contro la decisione del giudice monocratico del capoluogo emiliano che disponeva l’iscrizione nel registro anagrafico di due cittadini stranieri. Uno di questi era difeso dall’avvocato Asgi Nazzarena Zorzella, per anni co-direttrice di "Diritto, immigrazione e cittadinanza" e che ora è nel comitato editoriale dove siede anche il presidente Betti. Nel 2016, Matilde Betti e Nazzarena Zorzella erano state relatrici al seminario "Diritto d’asilo. Dovere d’accoglienza" organizzato da Asgi, Libera e Magistratura democratica. Pochi giorni fa Asgi (presente sul sito di 'Diritto, immigrazione e cittadinanza'con un link diretto) ha espresso solidarietà al magistrato Breggia dopo che il ministro Salvini aveva detto: "Se un magistrato vuole cambiare le leggi, si candidi". Asgi ha ricordato che la magistratura è indipendente. In ossequio a questa indipendenza, il Viminale sta pensando di rivolgersi ai giudici. Obiettivo: valutare se i magistrati di Firenze e Bologna avrebbero dovuto astenersi.

"L'ordine dato dal ministro Salvini di schedare i magistrati che hanno bocciato la sua ordinanza sulle zone rosse è gravissimo. Le strutture del ministero dell'Interno si ribellino, non possono accettare in silenzio una deriva del genere delle istituzioni". Lo dichiara il deputato del Partito democratico Carmelo Miceli, componente della commissione Giustizia della Camera. "Il Viminale non è la guardia personale di Salvini - prosegue Miceli - così viene delegittimato un intero sistema che deve garantire tutti i cittadini e non il ministro di turno. Non è la prima volta che la giustizia amministrativa rigetta un atto governativo ma mai si era assistito ad una reazione del genere. Tutto questo accade nel silenzio connivente del Movimento 5 stelle, che continua a tenere Salvini al Viminale con i suoi voti in Parlamento".


"Condividiamo l'orientamento del Ministero dell'Interno di impugnare la sentenza con cui il Tar della Toscana ha annullato il provvedimento della prefettura di Firenze, che il 9 aprile scorso aveva istituito, per motivi di sicurezza pubblica, le zone rosse, 17 aree della citta' dove non possono stazionare i denunciati per rissa, stupefacenti, lesioni, percosse, commercio abusivo". Lo dichiara il vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, Marco Stella (Forza Italia). "Il provvedimento del prefetto sottolinea Stella si pone l'obiettivo di garantire una maggiore sicurezza. Giustamente il prefetto si e' attivato per combattere i fenomeni di degrado, spaccio e criminalita' che affliggono troppe aree della nostra citta', ed ha utilizzato i suoi poteri e le sue prerogative per contrastare questa deriva. Ci chiediamo piuttosto cosa faccia il sindaco di Firenze, Dario Nardella, per il problema sicurezza. I suoi provvedimenti-spot di questi anni - conclude Stella - non hanno risolto un problema che anzi, con il tempo, si e' ulteriormente aggravato".

 "Non intendiamo controllare nessuno ne' creare problemi alla magistratura, soprattutto in un momento cosi' particolare e delicato come quello che sta vivendo il Csm". Lo dice il ministro dell'Interno Matteo Salvini a proposito di sentenze sulle cosiddette 'zone rosse' e su quelle definite pro-migranti. Ma - aggiunge - "ci facciamo una domanda a nome degli italiani", ovvero "ci chiediamo, col dovuto rispetto, se alcune iniziative pubbliche, alcune evidenti prese di posizione di certi magistrati siano compatibili con un'equa amministrazione della giustizia. Parliamo di iniziative pubbliche e riportate dai media, come e' facilmente verificabile su internet". Salvini si dice certo che l'Avvocatura dello Stato "sapra' consigliarci per il meglio".  

 "Salvini fa fare una nota dal suo Ministero per attaccare i magistrati fiorentini? Non e' una novita' che il ministro apra l'ennesimo scontro con altre istituzioni dello Stato. Ma la cosa piu' sorprendente e' che il Ministro pretenda che i giudici si adeguino alle politiche del Governo. Siamo oltre qualunque principio democratico di rispetto della separazione dei poteri. I magistrati fanno i magistrati e i politici fanno i politici". Lo afferma il sindaco di Firenze Dario Nardella in merito all'annuncio che il Viminale impugnera' la sentenza del Tar della Toscana sulle cosiddette 'zone rosse' e quelle dei tribunali di Bologna e Firenze a proposito dell'iscrizione anagrafica di alcuni cittadini stranieri. "Salvini invece di voler sostituirsi anche ai magistrati basterebbe che facesse il suo lavoro - aggiunge Nardella in una nota - e, ad esempio, portasse a Firenze i 250 poliziotti promessi pubblicamente a novembre e mai arrivati o sbloccasse il cantiere della tav di Firenze con il suo amato collega Toninelli. Noi fiorentini siamo un po' stanchi di risse e polemiche e vogliamo dal Governo concretezza e fatti per la nostra citta'"
 
 
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