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BASTONCINI DI PESCE
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Comunicato 
13 febbraio 1996 0:00
 

Roma, 13 febbraio 1996. Il consumatore che compera i bastoncini di pesce e varianti (es. fish & crock), non sa e non puo' sapere quanto pesce contiene questo tipo di prodotti. Sulle confezioni e' infatti indicato il contenuto, per esempio merluzzo, farina, olio vegetale (quale?), fecola di patate, lievito naturale, sale, spezie, ecc. ma non la quantita' dei vari componenti.
Un'indagine dell'Aduc -dichiara Primo Mastrantoni, segretario nazionale- ha rilevato che nelle confezioni esaminate (Findus, Argil, etc..) non viene riportato la quantita' dei componenti, cosicche' il consumatore non e' in grado di sapere quanto costa il prodotto principale, cioe' il pesce. Alla faccia della trasparenza dell'informazione.
Allo stesso modo, il cittadino potrebbe consegnare alla cassa di un negozio di alimentari una busta chiusa, dichiarando che contiene denaro, ma non specificandone la quantita'.
Una inchiesta internazionale condotta dalla rivista di consumatori Which?, ha rilevato che solo una parte delle confezioni di bastoncini di pesce contiene almeno il 65% di pesce, mentre alcune marche ne contengono meno del 50%.
Se non si tratta di frode, il consumatore viene certamente ingannato, perche' da' per scontato che i prodotti in vendita contengano una percentuale standard di pesce, stabilita per legge. A tal proposito ricordiamo la battaglia condotta per imporre il contenuto minimo di frutta nelle marmellate, nelle quali la quantita' di zucchero molte volte era superiore alla frutta stessa. Riproporremo gli stessi obiettivi, convinti di trovare nell'attuale Commissario europeo, Emma Bonino, un valido supporto alla nostra iniziativa.


 
 
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