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Elezioni 2018. Promesse suggestive e impegni reali
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Comunicato di Primo Mastrantoni
4 gennaio 2018 12:54
 
In vista delle elezioni del 4 marzo prossimo si iniziano a fare promesse, per lo più suggestive, che hanno come motivo principale l'aumento della spesa pubblica: diminuzione delle tasse e aumento della spesa sociale. Siamo tutti d'accordo nel ritenere che la tassazione sia eccessiva e che gli interventi di carattere sociale debbano essere più incisivi. Una diminuzione e rimodulazione delle tasse (es. tassa forfettaria o flax tax) si trasformerebbe in maggiore spesa e quindi in un aumento del gettito fiscale? Su questo argomento la Fed, la banca centrale americana, ha espresso dubbi proprio sui benefici economici della riforma fiscale (diminuzione della tasse) del presidente Donald Trump. Sostenere le fasce economicamente più deboli (es. reddito di cittadinanza, reddito di dignità, ecc.) è doveroso se non si trasforma in un'assegnazione dai costi insostenibili. 
Ci sono, invece, gli impegni reali, per esempio i 12 miliardi che occorre trovare per sterilizzare le clausole di salvaguardia del prossimo anno e la predisposizione, ad aprile, del Documento di programmazione economica e finanziaria. Da ricordare, infine, che abbiamo un debito pubblico di circa 2300 miliardi.
Attenzione ai pifferai!
 
 
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