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Social network Amicopolis: conti correnti sequestrati dalla Guardia di Finanza. Le istruzioni di Aduc per gli investitori
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Comunicato di Emmanuela Bertucci
6 agosto 2019 15:11
 
 La Guardia di Finanza di Caltanissetta ha sequestrato oggi siti internet e conti correnti riconducibili ad Amicopolis Limited Srl, la società che gestisce - o gestiva - il sito internet Amicopolis.
Aduc se ne è occupata sin dall'agosto 2018, quando diversi utenti ci avevano chiesto consigli su questo social, che da una parte prometteva di pagare le attività social degli iscritti e dall’altro prometteva investimenti dai rendimenti stratosferici acquistando “pacchetti pubblicitari” venduti tramite il sito internet Amicopolis:

Amicopolis Ltd.: ancora una piramide finanziaria
Amicopolis Ltd è una piramide da evitare
Amicopolis: cosa rischiano i semplici clienti?
Amicopolis
Amicopolis: cosa ne pensate?

Aduc ha inviato un esposto alla Consob, che nel frattempo ha sospeso la vendita di questi prodotti e all’Antitrust, e ha risposto agli utenti di diffidare da guadagni troppo promettenti e di evitare di investire in un'attività che aveva tutta l'aria di essere una piramide finanziaria

La società che gestisce il sito Amicopolis ci ha prima chiesto di oscurare le lettere, le relative risposte e i commenti degli utenti del sito Aduc e, al nostro diniego, ci ha citati in giudizio davanti al Tribunale di Caltanissetta chiedendo la rimozione delle lettere diffamatorie. 

Il sequestro avvenuto oggi è stato disposto dalla Procura della Repubblica di Caltanissetta, in un procedimento penale attualmente in corso, che vede indagato l’amministratore della società ed altri soggetti per i reati di truffa, autoriciclaggio, emissione abusiva di moneta ed esercizio abusivo dell’intermediazione finanziaria.
Attualmente – apprendiamo dalla stampa – le persone offese individuate dalla Guardia di Finanza sono 19, per investimenti di oltre 500.000,00 euro ma ipotizziamo che i danneggiati siano molti di più a giudicare dalle richieste di consulenza alle quali abbiamo risposto nell’ultimo anno.

E’ questo il momento di presentare – per i tanti che non lo hanno ancora fatto – un esposto querela per essere informati dalla Procura della Repubblica in merito all'evoluzione del procedimento e poter poi chiedere, in quanto persone offese dal reato, il risarcimento dei danni e la restituzione del denaro investito, costituendosi parte civile nel processo penale che dovrebbe seguire.
Aduc – come sempre - fornirà la propria assistenza e le proprie indicazioni ai consumatori.
 
 
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