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Buona ripresa e buona continuità di pandemia. Un'organizzazione instabile
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Editoriale di Vincenzo Donvito
25 agosto 2020 17:07
 
No, non è un titolo macabro e sfottente. E’ la realtà. Con cui dobbiamo vivere e cercare di essere felici e tristi, operosi e pigri, cioè continuare a vivere. La pandemia non è stata una parentesi. Forse alcuni lo hanno pensato, e in un certo senso vissuto, nel momento in cui è arrivata l’estate vacanziera per eccellenza. Ma ora che questi alcuni sono tornati - e siamo grossomodo tutti tornati in anticipo rispetto ai trend degli anni passati (tornati anche, magari, solo di testa, dopo averla fisiologicamente messa in vacanza) – ci rendiamo conto che è tutt’altro che parentesi. E’ relatività allo stato puro. Un vivere alla giornata dove il più piccolo programma per il giorno dopo è più relativo che mai.

Quindi: è bene non fare quei gesti, quei movimenti, quelle considerazioni che sono tipiche della non-provvisorietà; essere, muoversi e pensare come se avessimo permanentemente il guardaroba in una valigia. Organizzarsi e razionalizzare che il provvisorio è quotidianità, è ordinarietà… questa è la vita. Anche la cosa più banale e semplice non può essere considerata come stabile e ripetitiva. Non potrà essere ripetitivo l’accompagnare i figlioli a scuola (ammesso che la scuola riapra), ché ogni giorno potrà/dovrà essere diverso da quello del giorno prima: lo scuolabus che passa e il genitore che accompagna il figliolo alla fermata… domani è possibile che lo scuolabus non passi o che, distanziamento più accentuato, non ci siano posti per tutti; come è possibile che il figliolo non vada in classe per seguire la didattica. Domani in ufficio o in studio o in fabbrica…. Boh! Spendere soldi per la casa… e forse domani non avrai i soldi per pagare l’affitto o il mutuo o le rate dell’auto o del prestito che hai chiesto per la vacanza… ma non perché hai fatto scelte azzardate, bensì solo perché tutte le certezze, o quella certezza, non ci sono più o sono tra quelle che, coltivate, ti fanno danni.

Ma allora, i vaccini? Se ne riparla dopo gli scoop di questo o di quell’altro attimo.
Che fare?
Occorre organizzarsi su dei punti instabili, non più fermi. E quindi, anche l’organizzazione deve essere di per sé instabile. Vale per tutto. Inclusi gli affetti personali (non andare a trovare la nonna perché in una RSA, rischiando la vita propria e quella della nonna, è solo una delle storie estreme di questa instabilità). Vale anche per il cibo che mangiamo e che ci piace preparare: oggi c’è, domani non si sa. Figurati poi per gli investimenti finanziari… già prima della pandemia abbiamo sempre invitato a diffidare chi proponeva quelli sicuri… oggi… figurati.
Com’è e cos’è un’organizzazione instabile
Non è nostra intenzione sviluppare una teoria e una prassi dell’instabilità, ché sarebbe una sorta di “bistecca vegetariana” o “vino analcolico” *. Il “com’è” e il "cos’è” sono solo dentro ogni individuo, nella propria capacità di adattamento, di creatività, di sopravvivenza. L’unica cosa che ci sentiamo di aggiungere è di non farlo nel modo fatto fino ad oggi dagli umani (sostanzialmente “mors tua vita mea”), ma di pensare, dopo averli osservati più di prima, ai nostri amici cani, con l’aggiunta della nostra specificità (non superiorità, ma diversità). Difficile. Certo. Ma chissà che non sia proprio questa un’organizzazione instabile: basarsi sulla fiducia verso e per l’altro **.
E le utenze e consumi?
Siccome il “mors tua vita mea” è ancora l’aspetto dominante e incentivato, soprattutto in un periodo di maggiore accumulo individuale per periodi più bui… c’è da aspettarsi il peggio del peggio. Oggi è quello che è: pirateria legale ed illegale di fornitori di servizi e di prodotti a utenti e consumatori presunti allocchi permanenti. Da oggi… per la creatività del peggio non c’è mai un limite. Importante, come consumatori e utenti, sarà confrontarsi, scontrarsi ed incalzare usando contro di loro - quando sarà necessario - armi diverse dalle loro, quelle nello spirito di quella che abbiamo chiamato organizzazione instabile. Perché, tutto sommato, e al momento, i diritti e i doversi ci sono ancora, almeno sulla carta.

Buona ripresa e buona continuità di pandemia.

NOTE
* pensate tutte le volte che avete incrociato offerte gastronomiche di questo tipo… forse oggi più di ieri siete in grado di soffermarvi, pensare, e ridere dell’assurdo di un certo marketing.
** su questo, i più dotati e volenterosi tra chi ci legge, potrebbero sviluppare ampie dissertazioni ed approfondimenti.
 
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