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Europa. Consumatori. Bce. La lezione di Orban
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Editoriale di Vincenzo Donvito Maxia
15 dicembre 2023 12:44
 
 
Il Consiglio europeo ha deciso di avviare i negoziati di adesione con l’Ucraina e la Moldavia, concedendo invece lo status di Paese candidato alla Georgia. E’ la notizia positiva più importante di ieri che non tratti di guerre e traffici politici. A parte i detrattori “d’ordinanza” (che sono tali anche, ricoprendo alti incarichi istituzionali e facendo finta che il fatto non esista) è riconosciuto come grande segnale di vivacità e speranza per un governo europeo - oggi e domani - all’altezza delle sfide a cui stiamo facendo fronte: guerre e inflazione.

Una notizia che incoraggia anche grazie alla decisione della Banca Centrale Europea (Bce) di non modificare i tassi d’interesse (4,5%) per aiutare ancor di più l’inflazione a scendere. Forti e ripetute le pressioni, per esempio, del governo italiano per un calo e, quindi, poter usare quest’ultimo per dire ai propri sudditi che finalmente possono spendere e spandere senza problemi (tanto poi per loro paga pantalone e chi se ne frega…). Saggia e lungimirante, invece, la Bce continua così a comprimere le spese dei consumatori invitandoli al risparmio (e comprimere durante le feste di fine anno, quando in genere la manica è molto larga, ci sembra proprio buona strategia), con la conseguenza di un mercato che evita fughe in avanti dei prezzi. Strategia già vincente nei mesi scorsi e che non ha alternative per portarci a più ragionevoli tassi intorno al 2% per il prossimo anno.

La lezione del premier ungherese Orban è importante. La decisione del Consiglio europeo (che avrebbe dovuto essere presa con l’unanimità dei presenti) è stata possibile perché Orban è uscito al momento del voto. Sembra che lo abbiano ricattato minacciando di non dargli un po’ di soldi… e si è calmato. Nel frattempo che in Ue si decida come fare a meno dell’Ungheria, sarà bene che vari gruzzoletti siano messi da parte alla bisogna. Tanto di fame e di freddo il cosiddetto suo popolo non muore, visti gli aiuti che continua ad avere dal suo amico russo Putin, ma almeno si lanciano messaggi ai suoi elettori su chi e cosa fa il loro leader e, soprattutto, che ci sono sempre alternative che possono cancellare guerre e ridimensionare un’inflazione ora in quel Paese a quasi il 10% (1).

Comunque, quello che succede questi giorni (Consiglio europeo e Bce), e le sue prospettive, ci fanno capire che, se teniamo duro (consumatori e istituzioni politiche e finanziarie europee) possiamo farcela, ed anche bene. La formula matematica, al momento, sembra essere: (27-1)+3!

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