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Orari negozi. Perche’ il nostro Paese va avanti a stento
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Editoriale di Vincenzo Donvito
11 dicembre 2017 16:38
 
 Siamo ancora a livello di proposta, molto elettorale per cercare di recuperare voti non si sa dove. E’ quanto ci comunica il cosiddetto candidato premier del M5S, Luigi Di Maio, che chiede di chiudere per legge i negozi nei giorni festivi (1). Per carita’, ognuno e’ libero anche di proporre che nei negozi si debba entrare prima col piede sinistro, altrimenti si puo’ essere buttati fuori senza motivazione, ma quando ci si candida con la legittimita’ di un movimento politico che e’ molto votato dai cittadini, ci si deve assumere la responsabilita’ di quello che si propone, fino in fondo. E quindi crediamo, per esempio, che chi propone questo ritorno al passato non sappia che non si puo’ fare se non violando le direttive comunitarie. E’ anche vero che il candidato M5S non e’ un grande amatore dell’Ue, ma da qui a perorare leggi che violano le norme in vigore, bisognerebbe stare attenti.
Comunque, niente di nuovo. E’ un vizio molto diffuso tra i politici di varie fazioni: proporre cio’ che si ritiene possa avere il consenso ignorandone la fattiblita’. Questo in termini normativi. Poi, ovviamente c’e’ l’aspetto economico e politico, che ci sembra non venga considerato perche’ la quasi totalita’ del commercio al dettaglio oggi avviene nei negozi a grandi superfici, il cui punto di forza e’ -per l’appunto- la libera gestione dei propri orari. Cose non importanti? Suvvia, ma dove viviamo, su Andromeda? Sia per il commercio, per i posti di lavoro che per le famiglie. Un trio di beneficiari dell’attuale sistema libero che non crediamo abbiano molta voglia di non essere piu’ tali. Siamo degli illusi e dei liberisti da strapazzo? Sentiamo cosa ne dicono tutti, e poi ne riparliamo.
Comunque, le feste di fine anno stanno arrivando e, si sa, la Befana porta via tutto.
E poi ci si domanda perche’ l’Italia va avanti a stento. Se dobbiamo sempre ritornare sui nostri passi, si fa solo come i gamberi, anche solo per stare qui a parlarne e scriverne.


1 . agenzia Agi - "Ho un appello da fare a tutte le forze politiche. Prima delle feste di Natale, prima dello scioglimento della legislatura, il Senato deve approvare la proposta di legge a prima firma Michele Dell'Orco, gia' approvata alla Camera dei Deputati all'unanimita', che dice una cosa molto semplice: tutte le famiglie hanno il diritto al riposo anche quelle che posseggono o gestiscono esercizi commerciali". Lo scrive Luigi di Maio in un post su Facebook poi rilanciato anche sul blog di Beppe Grillo. Spiega il candidato premier pentastellato: "La proposta prevede che su dodici giorni festivi all'anno sei devono essere di chiusura per i negozi. Questi giorni devono essere contrattati fra associazioni di categoria e i Comuni ma garantiscono che il 25% degli esercizi commerciali a rotazione deve restare aperto. Approvando questa legge si istituirebbe, inoltre, un Fondo per il sostegno delle piccole imprese del commercio. Le liberalizzazioni selvagge di Monti e dei decreti Bersani - ricorda di Maio - hanno fallito. Hanno solamente spalmato su sette giorni lo stesso incasso che i negozi facevano prima in sei. A fronte di nessun beneficio economico, le conseguenze sociali sono state disastrose. I negozi sempre aperti dal lunedi' alla domenica senza rotazioni e senza possibilita' di chiusura hanno massacrato le famiglie degli esercenti che non si riposano piu'. I bimbi devono crescere a contatto con i loro genitori. Famiglie piu' felici sono la premessa di una Italia piu' forte!", conclude l'esponente pentastellato.
 
 
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