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 ITALIA - ITALIA - Cresce la propensione al risparmio delle famiglie e diminuisce il tasso di profitto delle imprese. Istat
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Notizia 
3 aprile 2025 12:01
 
Nel 2024 il reddito disponibile delle famiglie aumenta del 2,7% e il loro potere d’acquisto dell’1,3%. La spesa per consumi finali cresce dell’1,7% e la propensione al risparmio delle famiglie sale al 9,0%, dall’8,2% del 2023. Il tasso di investimento delle famiglie scende al 9,3% dal 10,2% del 2023. Il tasso di profitto delle società non finanziarie cala al 43,3% (dal46,1% del 2023), per la diminuzione del risultato lordo di gestione del 5,2% a fronte di una modesta crescita del valore aggiunto, pari allo 0,9%. Il tasso di investimento si mantiene sostanzialmente stabile al 22,0%.

Leggere il processo economico attraverso i comportamenti degli operatori
Le serie dei conti nazionali dei settori istituzionali qui presentate forniscono la stima del 2024 e l’aggiornamento delle stime relative agli anni 2022-2023, rispetto a quelle diffuse a settembre 2024. Il report presenta in dettaglio gli andamenti degli ultimi tre anni, le serie storiche complete sono disponibili a partire dal 1995 nella banca dati IstatData.

I conti non finanziari per settore istituzionale descrivono i risultati conseguiti da famiglie, imprese, istituzioni non profit e amministrazioni pubbliche nelle diverse fasi del processo economico. Il comportamento degli operatori residenti viene descritto partendo dalla formazione del reddito prodotto sul territorio economico e dalla sua distribuzione ai fattori produttivi che hanno contribuito a realizzarlo. Si rappresentano, poi, gli effetti prodotti dalle politiche redistributive attuate dal settore pubblico e dagli altri settori privati (residenti e non), arrivando così a misurare le risorse che gli operatori economici hanno effettivamente a disposizione per le loro spese per consumi (nel caso delle famiglie e delle amministrazioni pubbliche) o che decidono di risparmiare per l’investimento in attività reali e/o finanziarie.  

Se il risparmio non è sufficiente a finanziare l’investimento si crea un indebitamento, che è necessario coprire ricorrendo al finanziamento esterno. Al contrario, una eccedenza di risorse disponibili rispetto alle necessità di spesa indica una capacità di finanziamento (accreditamento).

Nel 2024 la posizione complessiva dell’Italia verso l’estero resta in attivo (19,2 miliardi di euro) per il miglioramento del saldo commerciale che ha compensato la riduzione dei trasferimenti in conto capitale ricevuti dall’Italia. Migliora in misura significativa il saldo del settore delle amministrazioni pubbliche: l’indebitamento si riduce di circa 79 miliardi di euro rispetto al 2023, portandosi a -75,5 miliardi di euro (-154,3 miliardi di euro nel 2023). Crolla l’accreditamento delle famiglie che raggiunge un livello prossimo allo zero, perdendo oltre 54 miliardi di euro rispetto all’anno precedente. Questo risultato è stato fortemente condizionato dal venir meno dei contributi erogati dalle amministrazioni pubbliche a sostegno degli investimenti del settore istituzionale delle famiglie in abitazioni. Peggiora la posizione delle società non finanziarie, il cui accreditamento si porta a 35,6 miliardi di euro (-27,8 miliardi rispetto al 2023), in conseguenza della riduzione del margine operativo delle imprese del settore e del ridimensionamento dei contributi agli investimenti erogati dalle amministrazioni pubbliche. Il saldo delle società finanziarie registra un incremento, posizionandosi a 48,6 miliardi di euro (+4,7 miliardi rispetto al 2023), per l’andamento dei redditi primari del settore.

Testo integrale e nota metodologica
 
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