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 ITALIA - ITALIA - Crocifisso a scuola. Cassazione: trovare soluzioni condivise
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9 settembre 2021 14:59
 
L'aula di una classe "puo' accogliere la presenza del crocifisso quando la comunita' scolastica interessata valuti e decida in autonomia di esporlo, eventualmente accompagnandolo con i simboli di altre confessioni presenti nella classe e in ogni caso ricercando un ragionevole accomodamento tra eventuali posizioni difformi". E' quanto ha stabilito la corte di Cassazione (sentenza n. 24414, pubblicata oggi) che a Sezioni Unite, si e' occupata dell'affissione del crocifisso nelle aule scolastiche.
In particolare, la questione esaminata dalla Cassazione riguardava la compatibilita' tra l'ordine di esposizione del crocifisso, impartito dal dirigente scolastico di un istituto professionale statale sulla base di una delibera assunta a maggioranza dall'assemblea di classe degli studenti, e la liberta' di coscienza in materia religiosa del docente che desiderava fare le sue lezioni senza il simbolo religioso appeso alla parete. La Corte ha affermato che la disposizione del regolamento degli anni Venti del secolo scorso - che tuttora disciplina la materia, mancando una legge del Parlamento - e' suscettibile di essere interpretata in senso conforme alla Costituzione. "L'aula puo' accogliere la presenza del crocifisso quando la comunita' scolastica interessata - spiega la Cassazione - valuti e decida in autonomia di esporlo, eventualmente accompagnandolo con i simboli di altre confessioni presenti nella classe e in ogni caso ricercando un ragionevole accomodamento tra eventuali posizioni difformi".
Il docente dissenziente, scrive la Suprema Corte, "non ha un potere di veto o di interdizione assoluta rispetto all'affissione del crocifisso, ma deve essere ricercata, da parte della scuola, una soluzione che tenga conto del suo punto di vista e che rispetti la sua liberta' negativa di religione. Nel caso concreto le Sezioni Unite hanno rilevato che la circolare del dirigente scolastico, consistente nel puro e semplice ordine di affissione del simbolo religioso, non e' conforme al modello e al metodo di una comunita' scolastica dialogante che ricerca una soluzione condivisa nel rispetto delle diverse sensibilita'". Per questo e' decaduta la sanzione disciplinare inflitta al professore. "L'affissione del crocifisso - al quale si legano, in un Paese come l'Italia, l'esperienza vissuta di una comunita' e la tradizione culturale di un popolo - non costituisce un atto di discriminazione del docente dissenziente per causa di religione. Non e' stata quindi accolta la richiesta di risarcimento danni formulata dal docente, in quanto non si e' ritenuto che sia stata condizionata o compressa la sua liberta' di espressione e di insegnamento", conclude la nota della Cassazione.
(Ansa)

Qui uno specifico comunicato di Aduc: https://www.aduc.it/comunicato/crocifisso+scuola+cassazione+apre+spiraglio+italia_33153.php
 
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