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‘Venti anni’. Il tempo di una giustizia disumana. Una conferma da Bologna
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Osservatorio legale di Vincenzo Donvito
7 ottobre 2020 14:02
 
  Nella grande emergenza pandemica che stiamo vivendo a livello mondiale, all’interno ce ne sono tante altre, nazionali, di cui soffriamo da tempo e che, con apparente ed estrema indifferenza, ci trasciniamo da tempo.
Qualcuno ci ha fatto il callo, altri no. Soprattutto i cosiddetti addetti ai lavori che, a parte qualche “bofonchiata” qui e là, si sono abituati a guardare con occhi commiserevoli (e alcuni anche a fare spallucce) coloro che ne sono vittime e, più di altri pongono il problema.

Stiamo parlando della giustizia
Quella che volutamente scriviamo con la “g” minuscola, perché ad essa non ci interessa e non ci piace dare chissà quale salvifica funzione di ordini morali superiori, ma ci accontenteremmo di una funzione ordinaria, strettamente legata alla etimologia della parola.

Torniamo sull’argomento (1) dopo che oggi abbiamo letto di una sentenza d’Appello del Tribunale di Bologna che ha capovolto una sentenza di primo grado del tribunale di Modena. Nella fattispecie si tratta di un risarcimento a cui è stata condannata l’Anas per non aver svolto l’adeguata manutenzione di una strada e, per questo, aver provocato un incidente mortale.
Cosa c’è di “ordinario” per i termini e i tempi di questa sentenza, e di ”straordinario” per il comune mortale? Che da quanto si è verificato questo incidente mortale fino alla sentenza d’Appello di oggi sono trascorsi 20 anni. Venti anni! E, in linea teorica, nessuno può escludere che il condannato faccia ricorso in Cassazione… e quindi fra qualche anno saremo di nuovo qui a scrivere di questi argomenti…

“Venti anni” sono quelli che trascorrono
da quando ci nasce un figlio è quando lo stesso è al secondo anno di Università. Dopo “Venti anni” dalla nascita, è possibile che nostra figlia o nostro figlio ci abbia già fatto diventare nonni. “Venti anni” sono quelli che hanno fatto dire al padre del 19enne mortoin quell’incidente: "Da quel giorno abbiamo perso tutto, e' passata una vita"!.
Ma “Venti anni” sono i termini ordinari di questa giustizia. E non sono neanche un caso limite, eclatante, da scandalo. No! Sono ordinari!
Cos’è ordinario? ASPETTARE “Venti anni” per avere giustizia o che CI VOGLIANO “Venti anni” per avere giustizia?
Gli addetti ai lavori, i legislatori e l’Esecutivo (molto solerte in tanti casi [ma non questo] ad usare i poteri del legislatore) non hanno cognizione del tempo? Non sanno cosa sono “Venti anni”?

I pilastri della giustizia
I pilastri per far diventare giusta la nostra giustizia (o anche “solo” umana),a nostro avviso, sono tre:
Garantismo. Difficile col ministro giustizialista in carica. Ma non conosciamo altri metodi per riaffermare che “la legge è uguale per tutti”.
Tempi rapidi. Crediamo sia solo questione di investimenti mirati più che di regole. Cioè assunzione di personale e ammodernamento delle strutture ed infrastrutture.
Economicità. Contributi unificati e, soprattutto, la giustizia amministrativa, sono il problema. (1)

Oggi, con la sentenza di Bologna dopo “Venti anni” abbiamo avuto l’ennesimo segnale sulla tempistica. Ci è stato indicato a quali drammi sicontinua ad andare incontro se continuiamo così.


1 - qui ne abbiamo scritto di recente in modo più approfondito
 
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