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 U.E. - U.E. - Windows preinstallato. Verso la pronuncia della Corte Ue di Giustizia
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2 settembre 2016 10:54
 
Un computer con preinstallato un sistema operativo e' una pratica commerciale scorretta per la legislazione europea? E' questa la domanda alla quale dovra' rispondere la Corte di Giustizia Ue il prossimo 7 settembre, dopo che il quesito gli e' stato sottoposto dalla giustizia francese.
La questione risale al 2008. Vincent Deroo-Blanquart acquisto' un pc portatile della Sony, equipaggiato con diversi programmi preinstallati -a cominciare dal sistema operativo Windows Vista. Fin qui niente di straordinario. Salvo che dopo il primo uso di questa apparecchiatura, questo consumatore rifiuta di sottoscrivere il “contratto di utente finale di licenza” proposto da Microsoft.
Sostenendo di voler solo utilizzare la parte hardware, il signor Deroo-Blanquart chiede a Sony un rimborso della parte del prezzo di acquisto relativo al costo del sistema operativo preinstallato. Tentativo vano: il fabbricante accetta semplicemente di annullare la vendita e di rimborsargli la totalita' del prezzo di acquisto, cioe' 549 euro, chiedendo che il pc gli sia rispedito indietro.
“Nessun problema”, dice -in sostanza- l'interessato, che si e' rivolto alla giustizia per ottenere i 450 euro di indennizzo per il sistema operativo preinstallato, piu' 2.500 euro a titolo di rimborso per la pratica commerciale scorretta.
Il seguito della vicenda non ha risvolti positivi per il nostro consumatore, perche' la corte d'appello di Versailles respinge la sua richiesta alla fine del 2013. Per i giudici, questa vendita non costituisce “ne' una pratica commerciale scorretta... ne' aggressiva”. Per i giudici, il consumatore aveva comunque la possibilita' di rivolgersi ad un'altra azienda, “il mercato offre una varieta' di computer e di sistemi operativi che comunque consentono una liberta' di scelta”.
La pratica e' stata comunque trasmessa alla Corte di Cassazione, che ha deciso, nel 2016, di interpellare la Corte di Giustizia dell'Ue. La piu' alta giurisdizione francese dell'ordine giudiziario, ha chiesto di sapere come deve essere interpretata la direttiva dell'11 maggio 2005 relativa alle pratiche commerciali scorrette delle imprese. Il prossimo mercoledi' 7 settembre la Corte dovra' rispondere a tre domande:
- il fatto di vendere insieme un pc ed un sistema operativo senza precisare il costo di ognuno di essi, deve essere considerato come una pratica commerciale scorretta ai sensi della direttiva?
- la legislazione europea proibisce ai produttori di non lasciare altra scelta ai consumatori che accettare dei sistemi operativi installati o ottenere la revoca della vendita?
- bisogna considera come pratica commerciale scorretta “l'offerta congiunta della vendita di un computer con un sistema operativo preinstallato, quando il consumatore si trova nell'impossibilita' di procurarsi dalla medesima azienda un computer senza un sistema operativo preinstallato?” 
 
 
 
AVVERTENZE. Quotidiano dell'Aduc registrato al Tribunale di Firenze n. 5761/10.
Direttore Domenico Murrone
 
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