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Australia. Phillip Nitschke testimone in un processo per suicidio assistito
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Articolo di Katia Moscano
16 maggio 2008 0:00
 
Phillip Nitschke, medico e presidente di Exit International, associazione per la legalizzazione dell'eutanasia, ha testimoniato al processo per il suicidio assistito di un uomo.

Graeme Wylie, di 71 anni, mori' nella sua abitazione nel marzo 2006 per una dose letale di barbiturici (Nembutal), generalmente somministrati nei casi di eutanasia. La sua compagna, Shirley Justins, di 59 anni, e' accusata di omicidio nel processo in corso presso la Corte Suprema del Nuovo Galles del Sud. E' accusata di complicita' per avere fornito il Nembutal anche una amica di famiglia, Caren Jenning di 75 anni, altra esponente di Exit International.

Il signor Wylie soffriva di uno stadio avanzato di Alzheimer e aveva fatto domanda, quattro mesi prima di morire, di assistenza al suicidio assistito la clinica svizzera Dignitas.

Il dottor Nitschke, come riposta il quotidiano The Australian, ha dichiarato di avere incontrato la signora Jenning nel 2001 attraverso Exit. La Jenning partecipo' alla documentazione di alcuni lavori del gruppo e nel 2004 fu nominata coordinatrice per la citta' di Sydney. Le attivita' del gruppo riguardano seminari sul suicidio assistito, comprese le istruzioni sulla somministrazione del Nembutal.

"Assistere i pazienti nel periodo terminale delle malattie era legale dodici anni fa nel Northern Territory", ha dichiarato Nitschke. Aggiungendo che l'obiettivo del gruppo e' quello di informare le persone sull'eutanasia, pratica legale in altri Paesi.

Il Nembutal era prescritto come pillola per dormire in Australia prima del 1998, ma negli anni seguenti l'uso e' stato concesso solo in ambito veterinario.

Per partecipare ai seminari di Exiti occorre essere maggiori di 55 anni o gravemente malati.

Il giudice Roderick Howie ha rassicurato il dottore che la sua testimonianza non sara' usata per formulare accuse contro di lui, e ha dichiarato alla giuria che non ci sono prove che il dottore abbia fatto qualcosa di sbagliato. "Non stiamo qui per giudicare l'operato del dottore o la sua moralita'", ha dichiarato il giudice.  La testimonianza del dottore continua lunedi'.

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