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Brasile. La sentenza sulle staminali embrionali favorira' le battaglie femministe
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Articolo di Rosa a Marca
4 giugno 2008 0:00
 
La decisione di dichiarare costituzionale la legge che permette le ricerche con le cellule staminali embrionali rafforza i diritti delle donne in materia d'aborto e di metodi contraccettivi -un effetto opposto a quello auspicato da chi aveva presentato domanda d'incostituzionalita'. Questo il giudizio del quotidiano La Jornada.

La sentenza degli undici giudici del Supremo Tribunal Federal (STF) ha respinto con sei voti la richiesta d'incostituzionalita' avanzata nel 2005 dal Procuratore Generale della Repubblica, Claudio Fonteles, noto per il suo cattolicesimo militante. La questione riguardava l'articolo 5 della legge sulla Biosicurezza che autorizza le ricerche con embrioni conservati da piu' di tre anni nelle cliniche di fecondazione assistita. Il giudizio si e' chiuso dopo tre anni di dibattimento, compresa un'inedita udienza nell'aprile del 2007 con ventidue ricercatori dei due fronti. La votazione e' iniziata il 6 marzo, quando si sono espressi solo due dei giudici di STF, ambedue favorevoli alla ricerca. Un terzo magistrato ha chiesto piu' tempo per analizzare la questione, e la sessione si e' riunita solo il 28 maggio ed e' durata due giorni. Il risultato "apporta nuovi argomenti a favore dell'autonomia della donna e dei suoi diritti sul proprio corpo", ha commentato Dulce Xavier, una delle coordinatrici del gruppo Catolicas por el Derecho de Decidir, che si oppone al "settore conservatore e autoritario" di questa chiesa.

Le nuove prospettive per la discussione dei diritti riproduttivi sono state aperte soprattutto dall'analisi del relatore del processo, il giudice Carlos Ayres Britto, il quale ha sostenuto che la Costituzione brasiliana protegge solo i diritti della persona durante la vita umana, vita che parte dalla nascita e finisce con la morte cerebrale. La definizione e' importante giacche' la questione dell'uso degli embrioni nella ricerca si basava sull'argomento che la vita comincia con la fecondazione e che la Costituzione afferma "l'inviolabilita' del diritto alla vita". Era questo il punto dirimente.

La sentenza finale, con sei voti a favore, ha approvato la costituzionalita' del discusso articolo della legge sulla Biodiversita'. Gli altri cinque giudici non si sono opposti frontalmente alla ricerca con le cellule staminali embrionali, ma hanno cercato d'introdurre condizioni che avrebbero reso impossibile determinati studi, secondo i ricercatori. Tutto il processo, con l'ampio dibattito, e' stato "illuminante per la popolazione", oltre che rafforzativo del carattere laico dello Stato brasiliano, cio' che rende piu' agevole la discussione "non solo sull'aborto, ma anche su altri temi legati ai diritti delle donne", come l'uso del contraccettivo, segnala Xavier. Un'importanza rilevante soprattutto di fronte alla nuova offensiva dei "settori conservatori", a partire dalla Chiesa Cattolica, che hanno portato in Parlamento la proposta di uno Statuto del Feto per estendere "diritti di cittadinanza a un gruppo di cellule", come dice Xavier. Lo chiedono gli oppositori delle ricerche sugli embrioni scartati, osserva. Cio' significherebbe retrocedere dai diritti gia' riconosciuti dalla legislazione brasiliana, come l'aborto in caso di stupro o rischio di morte per la madre, o come quello dell'uso del "contraccettivo d'emergenza", che si vorrebbe proibire con l'argomento che e' "abortivo" perche' viene preso dopo un rapporto sessuale.

Sono molte le questioni intrecciate e che suscitano polemiche in Brasile, Paese noto per la sua ampia maggioranza di cattolici. E' il caso dell'aborto di feti privi del cervello o della distribuzione di preservativi da parte del ministero della Sanita', pratiche condannate dalla Chiesa Cattolica. Ma "i cattolici di base" non seguono gli orientamenti della gerarchia, che "poco si preoccupa della vita reale delle persone", accusa Xavier, i cui commenti si basano su un'indagine fatta dalla sua organizzazione, in cui il 75% dei cattolici consultati si dichiarava favorevole alla ricerca con gli embrioni.

Il successo in tribunale e' stato celebrato anche dai ricercatori impegnati nel campo genetico, come Mayana Zatz, genetista all'Universita' di Sao Paulo ed esperta di distrofia muscolare, la malattia generativa che ha nelle cellule staminali embrionali una speranza di cura.

La Conferenza Nazionale dei vescovi brasiliani ha diffuso un comunicato in cui giudica "deplorevole che il STF non abbia confermato un diritto cristallino" e che si continui a sacrificare "vite umane in stato embrionale".
 
 
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