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Btp Italia o “bond guerra Covid”?
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Articolo di Claudio Voltolini
20 aprile 2020 8:52
 
 Il 16 Aprile il Ministero Economia e Finanza (Mef) ha pubblicato un comunicato stampa. Vi comunica l’emissione di un Btp Italia nei giorni 18-21 maggio prossimi, avrà una struttura cedolare identica ai titoli omonimi già in circolazione, una parte fissa ed una indicizzata all’inflazione Italia.
Come per le precedenti emissioni, i primi 3 giorni di collocamento saranno riservati ai risparmiatori, l’ultimo agli investitori istituzionali.
Fin qui le analogie, vediamo ora le differenze o i punti che potranno differire, visto che non vi sono informazioni in merito:
- nelle precedenti emissioni il Mef si riservava la possibilità di chiudere anticipatamente il collocamento, questa volta tutti i risparmiatori saranno soddisfatti.
- la durata è sempre stata comunicata anticipatamente, anche se a dire il vero non con un mese di anticipo, in questa occasione il Mef si lascia le mani libere per decidere negli ultimi giorni, indicando solamente che verrà rispettato il range di durata previsto, tra i 4 e gli 8 anni.
- anche il tasso minimo previsto per l’emissione verrà comunicato nei giorni immediatamente precedenti il collocamento.
- nei prossimi giorni scadrà una emissione del 2014, emessa originariamente per più di 20 miliardi di € e tuttora in essere per più di 15 mld; questo può essere il motivo per cui il Mef ha deciso di anticipare alcuni dati della prossima emissione, per avvalersi di un maggior stock di liquidità ed evitare che parte del rimborso finisca in altri strumenti.

Inutile dire che stiamo vivendo giorni che rimarranno nei libri di storia, questa emissione sarà lo spartiacque tra i collocamenti pre Covid e i post Covid.
Lo Stato Italiano dovrà finanziare con l’aumento del debito pubblico spese di carattere straordinario mai sostenute in precedenza, per questo molti propongono l’emissione di Speciali Bond come avvenuto in passato per le guerre. Le opzioni sul tappeto sono molte, tassazione privilegiata, extra rendimento, bonus fiscali per i sottoscrittori. Unica certezza è che questo strumento verrà affiancato da un altro, con caratteristiche ancora da definire, rivolto unicamente al retail.

Il contesto attuale, è però profondamente diverso, se gli effetti economici della pandemia possono a ragione essere paragonati a quelli di una guerra, i mercati finanziari globali e le regole della comunità Europea a cui apparteniamo, offrono opportunità ma impongono altresì vincoli.
Non dimentichiamo inoltre l’importanza della politica nazionale in tutte le scelte che si profileranno all’orizzonte: vi sarà un Mes senza regole o no? Vi sarà un “coronabond europeo” o no? Quanta sarà la pazienza della popolazione nel caso del prolungarsi dell’emergenza sanitaria con conseguente slittamento della ripartenza economica italiana e mondiale nel suo complesso?

Molti sono i fattori che dovranno essere valutati da qui all’inizio del collocamento, non mi sento oggi di prendere nessuna posizione rispetto all’opportunità o meno di sottoscriverlo, ma continuerò ad aggiornarvi fino al 18 Maggio, ricordandovi però, che alla base di ogni scelta di investimento, prima di valutare le caratteristiche degli strumenti è indispensabile fare una attenta analisi degli obiettivi personali e familiari, e solo in seguito e nel rispetto di questi, prendere decisioni.
 
 
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