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Caro voli, Il problema è la poca concorrenza
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7 dicembre 2023 12:20
 

Il segretario generale dell’Antitrust, in audizione alla Camera, ha preannunciato che verrà archiviata l’istruttoria, aperta a fine 2022, per verificare se le dinamiche dei prezzi di alcune compagnie aeree siano state determinate da concentrazioni illecite (1). 

E’ bene ricordare altrettanta istruttoria Antitrust, aperta qualche settimana fa, per la verifica se gli algoritmi, per la determinazione dei prezzi di vendita, abbiano condizionato il mercato. Istruttoria aperta dopo iniziativa del governo che ad agosto ha approvato un decreto legge essenzialmente sul caro-voli da/per Sardegna e Sicilia. Crediamo che i pezzi molto alti che sono praticati per le feste di fine anno non ne saranno condizionati a meno di tempistiche inusuali e improbabili che diano ragione a questa istruttoria. Si parla, quindi, per un prossimo futuro.

Chiarito che non ci sono concentrazioni, davvero qualcuno crede che gli algoritmi che talvolta vengono usati per profilare contesto e passeggero e determinare il prezzo finale siano responsabili del caro voli?

L’eventuale uso improprio degli algoritmi (che di per sé non sono illeciti) si avrebbe nel caso in cui al passeggero fosse applicata una tariffa difforme da quanto pubblicizzato… introvabile una pubblicità tariffaria che non dica, per esempio, “a partire da 9,99”. Che se fosse scritto che il volo costa quasi 10 euro e poi il passeggero paga 50, allora sì che ci sarebbe una pubblicità ingannevole… ma non è quello che accade.

A noi sembra che il governo stia cercando nelle compagnie aeree un capro espiatorio per il caro voli, sì da tirarsi fuori da ogni responsabilità. Proprio come ha fatto con il caro-benzina, i cartelli dei prezzi medi e i benzinai… col risultato che i prezzi dei carburanti sono calati/aumentati indipendentemente dai cartelli e da sentenze Tar e Consiglio di Stato, grazie ad un mercato (a parte le accise, inamovibili…) che il governo non controlla.

Per il caro-voli, quando il governo cerca di intervenire direttamente sulle tariffe, fa solo danni e si espone a violazioni (e relative sanzioni) della concorrenza Ue

Il problema è alla base: gli alti costi e le restrizioni che le compagnie aeree devono affrontare per operare sugli aeroporti italiani. Situazione, per esempio, che ha notevolmente favorito, e continua a favorire solo i più forti, come Ryanair (44% passeggeri trasportati in Italia) che, di conseguenza, esercita un grosso condizionamento sul mercato. 

Ha, il governo, voglia e capacità per intervenire per ulteriormente liberalizzare il mercato nazionale? Non vediamo altre soluzioni.


1 - Askanews del 07/12/2023


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