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Due nuovi fronti nella guerra al morbo di Parkinson
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Articolo di Redazione
10 maggio 2008 0:00
 
Uno studio recentemente condotto presso il Massachusetts Institute of Technology (MIT) ha mostrato per la prima volta che cellule staminali pluripotenti create artificialmente possono essere utilizzate per trattare il morbo di Parkinson. In un'altra ricerca presso l'Imperial College di Londra, gli scienziati hanno individuato la fonte di cellule nervose negli embrioni. I risultati fanno pensare -spiegano gli scienziati- che le cellule staminali siano alla base di nuove potenziali terapie della malattia.

Il morbo di Parkinson e' una malattia neurologica degenerativa che si manifesta quando le cellule nervose (neuroni), in una zona del cervello che controlla la circolazione muscolare, si compromettono. Attualmente, non sono note le esatte cause della malattia. 

Normalmente, questi neuroni (chiamati neuroni dopaminergici) producono un'importante sostanza chimica, la dopamina, che ci aiuta a coordinare i nostri movimenti. In mancanza di dopamina, si manifestano i noti sintomi della malattia, come la rigidita' muscolare e la perdita di equilibrio.

Negli ultimi anni, sono state effettuate vaste ricerche sul Parkinson. Uno degli approcci in fase di sperimentazione e' il trapianto di neuroni in grado di produrre dopamina nel cervello del paziente e compensare l'inattivita' delle cellule danneggiate. Tuttavia, la mancanza di neuroni per il trapianto e il crescente uso di cellule staminali, ha portato i ricercatori a indagare, come possibile fonte per il trapianto, sull'uso di cellule neuronali artificiali, prodotte da cellule staminali .

In uno studio codotto al MIT, Marius Wering e i suoi colleghi si sono basati su una scoperta fatta l'anno scorso da alcuni ricercatori statunitensi e giapponesi, i quali sono riusciti a produrre cellule staminali pluripotenti da cellule adulte della pelle umana. Le cellule staminali artificiali hanno le stesse caratteristiche delle cellule staminali embrionali e possono quindi differenziarsi in quasi tutte le cellule del corpo.

Wering e il suo team di ricercatori ha prodotto con successo cellule nervose artificiali. Hanno poi trapiantato queste cellule riprogrammate in topi affetti dal Parkinson. Otto settimane dopo il trapianto, i soggetti hanno mostrato un miglioramento significativo delle proprie capacita' motorie. I neuroni trapiantati hanno prodotto dopamina e formato nuove connessioni nel cervello dei topolini, per compensare i danni causati dalla riduzione delle cellule.

Il team del MIT e' ottimista sul fatto che il trapianto di neuroni artificiali possa trovare applicazione anche negli esseri umani affetti dal Parkinson. Tuttavia vi sono prima alcuni grandi ostacoli da superare, soprattutto a causa della possibilita' del rigetto e dello sviluppo di tumori.

Un diverso approccio al trattamento della malattia, anche in questo caso attraverso l'utilizzo di cellule staminali, e' stato recentemente segnalato in uno studio condotto dal professor Ernest Arenas presso il Karolinska Institute, in collaborazione con il dott. Anita Sala dell'Imperial College di Londra. Gli scienziati hanno identificato cellulestaminali in grado di riprodurre i neuroni colpiti dal Parkinson.

Il gruppo di ricerca ha studiato sui topi le prime fasi di formazione del cervello, ed hanno identificato le cellule staminali fonte di neuroni dopaminergici negli embrioni. La speranza e' che questa scoperta porti allo sviluppo di nuove terapie, utilizzando queste cellule staminali per coltivare nuovi neuroni da trapiantare nel cervello in sostituzione dei neuroni danneggiati.

Anche se i risultati di entrambi i progetti di ricerca offrono speranze ai malati di Parkinson, gli scienziati sottolineano che e' necessario ancora del tempo prima che queste tecniche possano essere implementate sull'uomo.
 
 
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