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Economie regionali e democrazia economica. Il caso Ratp in Toscana
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Articolo di Vincenzo Donvito
5 maggio 2019 14:20
 
 La Regione Toscana, in seguito a gara d’appalto, ha assegnato alla società Autolinee toscane (del gruppo francese Ratp), il trasporto pubblico su gomma (1). Sembra che sia una cosa logica visti i presupposti e le necessità in merito. Ma la logica, nel contempo, sembra non appartenere a diversi politici (quelli che mandiamo a rappresentarci nelle istituzioni e quelli che ci governano), che hanno avuto da ridire sul fatto che l’azienda vincitrice sia francese… cioè di un Paese membro di quella Unione europea dalla quale tutti attingono soldi per le proprie politiche economiche in tutti gli ambiti, trasporti inclusi. Memoria corta? No, non crediamo, ma parteggiamo per un mix tra ignoranza congenita, furbizia, stupidità, strategie elettorali, meschinità e bramosia di presenzialismo mediatico “sia quel che sia” (2). Oltre al fatto che non si capisce, visto che le regole sono queste, cosa avrebbe dovuto/potuto fare la Regione Toscana... inventarsi una nuova regola (illegale e non di sua competenza) che restringeva la partecipazione ai soli italiani o falsificare la gara in modo che risultasse vincitrice un'azienda italiana? Mah.

Oltre a vari politici locali di tutto l’arco partitico (Pd, civiche di destra, M5S, FdI, Forza Italia… e qualcuno forse ci è sfuggito),
tra chi ha avuto da ridire spicca in modo particolare il ministro dell’Interno, in questo caso facente funzione aggiunta di ministro dei Trasporti, ministro dell’Economia, etc.: "occorre anche cambiare alcune regole europee, sugli appalti e sulla concorrenza, che sono state studiate a tavolino per danneggiare l'impresa, il commercio, l'artigianato, l'industria italiana. C'e' concorrenza sleale" … "troppe aziende italiane, troppe eccellenze italiane - anche nella moda, nel tessile, nell'alimentare, nell'auto - sono finite in mani straniere perche' abbiamo regole che avvantaggiano qualcuno e penalizzano gli italiani” (3).
Quindi, l’affidamento del trasporto toscano su gomma dietro gara, per il vicepremier Matteo Salvini, sarebbe frutto di “regole europee studiate a tavolino per danneggiare” l’economia del nostro Paese.
Poveraccio? No! Il nostro ministro non è un cretino. Crediamo che in merito, ammesso e non concesso che ci sia qualcuno che la pensi come lui e che questo qualcuno un domani potrebbe essere dedito ad una nuova stesura di queste regole che in Europa sarebbero state scritte per danneggiare l’economia dell’Italia… crediamo che sia solo un sporco e consapevole gioco mediatico di parole buttate al vento. E che, proprio perché dette da lui ministro, il nostro crede che possano avere un effetto mediatico più forte di qualunque realtà, consolidata e accettata anche dal suo partito (gare di appalto a cui partecipano aziende di tutta l’Ue e i cui soldi per il servizio che deve essere fornito vengono anche dall’Ue). Oltre al fatto che si tratta dei principi base di quella democrazia economica che sembra dovrebbe caratterizzare il nostro sistema, italiano ed europeo.

Con queste argomentazioni e metodi ci avviciniamo alla prossima scadenza elettorale per il rinnovo del Parlamento europeo. Confidiamo in piccoli sussulti umani, razionali e democratici perché, vista anche l’autorevolezza degli acclamanti, si faccia il più possibile per informare e informarsi in merito.

NOTE
1 - (ANSA) - FIRENZE, 3 MAG - Pubblicato oggi il decreto di assegnazione ad Autolinee Toscane spa, azienda del gruppo francese Ratp, della gara unica regionale per il servizio di tpl su gomma in tutta la Toscana. La Regione, spiega una nota, ha decretato l'affidamento del servizio nel rispetto e in attuazione della sentenza della Corte di giustizia europea dello scorso 21 marzo, nonchè in attuazione dell'accordo firmato dalla Regione, At e Mobit (consorzio concorrente nel bando di gara) a dicembre 2017, in coincidenza con la stipula del contratto-ponte di due anni, in vigore fino al 31 dicembre 2019, che affidava la gestione del servizio di tpl in via transitoria. Tuttora aperto un contenzioso davanti alla giustizia amministrativa: a ottobre udienza al Consiglio di Stato.     La base di gara è pari a 2,77 miliardi di euro per 11 anni di servizio. A questo si aggiungono 190 milioni circa per l'acquisto di nuovi mezzi. Il valore complessivo della gara, con i ricavi da biglietti e abbonamenti, è di circa 4 mld.
2 - anche se, in questo ultimo caso, per realizzare questo presenzialismo si dicono vere e proprie fesserie… ma -si sa, dicono- che l’autorità di chi dice una fesseria di cui i più poco sanno (come nel caso delle questioni economiche del trasporto pubblico locale) ha valore mediatico superiore alla fesseria in sé.
3 – agenzia stampa Nova
 
 
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