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Mercato energia. Mentre sta per saltare la fine del mercato tutelato, fioccano le balle contro le liberalizzazioni
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11 dicembre 2023 12:18
 

Continuiamo a documentare le fesserie che si dicono sulla fine del mercato tutelato dell’energia e, quindi, la totale liberalizzazione di questo mercato.
Nel frattempo è bene ricordare che, anche se la legge che stabilisce la fine del tutelato è stata approvata, lo stesso governo ha poi approvato un decreto legge che ha fatto sì che l’Arera spostasse di un mese (al prossimo 10 gennaio) la data entro cui convocare le aste per l’assegnazione degli utenti che non hanno ancora scelto il proprio fornitore del mercato libero.

Conoscendo l’andazzo delle cose, e che con le feste di fine anno chi ci governa è in genere obnubilato dalle vacanze, ci aspettiamo un “10 gennaio” che diventerà “10 febbraio” e così via… lo chiedono sia all’interno del governo che dell’opposizione. E se le aste non si tengono… tutto è possibile…
 Il nostro governo, inoltre,sta ampiamente dimostrando di voler gestire tutto ciò che, approvato in sede Ue (anche dall’Italia), non gli torna per un proprio presunto consenso elettorale (Mes e Bolkestein/balneari/spiagge i più rilevanti rimandi che ci stanno portando a multe stratosferiche).

Nel frattempo, tra i vari cataclismi che a causa della fine di questo mercato dovrebbero colpire più o meno il 15% degli utenti (il 70% è già nel mercato libero, il 15% resterà in una sorta di mercato a maggior tutela in quanto cosiddetti utenti vulnerabili), oggi ne registriamo uno veramente curioso quanto sintomatico. I sindacati confederali fanno sapere che con la fine del tutelato resteranno senza lavoro 2mila persone… per le quali stanno già pensando di chiedere tutela e garanzie coi soldi dello Stato.

E noi che pensavamo che il mercato libero generalizzato fosse foriero di più aziende e più posti di lavoro… e, di conseguenza, maggiore concorrenza, maggiore qualità e maggiore economicità.
Non abbiamo capito nulla della vita, della politica e dell’economia?

Qui il video sul canale YouTube di Aduc
 
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