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La moneta elettronica pubblica: alcuni chiarimenti
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Articolo di Alessandro Pedone e Stefano efraim Mangini
27 gennaio 2012 12:37
 
Approfondiamo il discorso della moneta elettronica pubblica, idea fra l'altro lanciata già in un comunicato stampa di qualche tempo fa. Sono emerse obiezioni, molte delle quali valide se si pensa all’abolizione del contante rimpiazzato con carte di credito e simili legate a conti correnti bancari. E' un fatto che praticamente tutta l’evasione all’interno dei confini nazionali e molta criminalità si reggono sul vecchio contante (1), ma se il contante fosse sostituito dagli attuali strumenti di moneta elettronica, ci sarebbero problemi fondamentali e altri di carattere pratico insormontabili. Tali problemi, però, sono risolvibili con una moneta pubblica elettronica: cioè l'equivalente del vecchio contante per tutto ciò che ha di valido; in pratica è proprio nuovo contante, una sua evoluzione. Solo che, senza tracciare i dati personali delle transazioni (e volendo anche senza avere un conto in banca) impedisce di sommergere i redditi e, dunque, di evaderli a tutti e del tutto, criminali, collusi e corrotti compresi, oltre a offrire enormi vantaggi in sicurezza, comodità etc.

Come dovrebbe funzionare
Le tecnologie attuali (2) permettono di creare veri e propri portafogli elettronici -o di inserirli in normali smartphone- in cui caricare vero e proprio contante elettronico sia da un deposito bancario che da uno allocato presso un altro portafoglio elettronico, proprio come prelevare al bancomat o dal cassetto.
La parte più visibile di questo meccanismo è rappresentato dai software che dovrebbero essere installati sia su comuni smartphone che su appositi dispositivi, ma altrettanto importanti sono le infrastrutture di deposito e validazione che possono poggiarsi sulle attuali reti di comunicazione e che sarebbero assolutamente pubbliche e gratuite. Per quanto concerne i dispositivi, i modelli basilari dovrebbero essere gratuitamente messi a disposizione dallo Stato (come avviene oggi con la cartamoneta) e ciò potrebbe essere fatto attraverso dei buoni di acquisto per permettere la concorrenza fra produttori bisognosi di soddisfare le esigenze (anche di trasparenza e caratteristiche) del pubblico e consentire -a chi lo vuole- di acquistare modelli più ricchi di funzionalità rispetto a quelli base. Con tutti questi portafogli è possibile pagare e incassare in modo molto più rapido, comodo e sicuro, senza bisogno di connessione ad alcuna rete, nemmeno a quella di telefonia mobile, se non per la possibilità -opzionale- di prelevare e depositare quando e quanto ci pare ovunque ci sia campo, comodissima, ancor più per chi non vuole appoggiarsi alle banche. Una volta che hai caricato, nessuno saprà quando, quanto e a chi tu dai i soldi, nemmeno chi li riceve (se non ti conosce) e lo stesso per gli incassi: quando depositi il rimanente o registri i guadagni, solo allora, dici ai server pubblici quanto c’è. Non lo depositi presso di essi, ma deve passare di lì e ricevere un “timbro crittografato” che lo convalida. L’evasione si evita per il fatto che il denaro incassato ha bisogno di esser registrato in questo modo prima di diventare spendibile, trasferibile. Non c’è rischio per la privacy: non c’è bisogno di prelevare immediatamente prima dell’acquisto l’importo esatto o depositare subito dopo quello che rimane. -Non c’è bisogno di alcun tracciamento delle transazioni. La tracciabilità così come è oggi può rimanere, volendo, per cifre elevate, ma solo in funzione anticrimine.

Obiezioni comuni
Ci sono tre tipi di obiezioni che vengono spesso sollevante quando si propone la trasformazione del denaro fisico in denaro elettronico pubblico: la prima riguarda l’accessibilità a questo nuovo contante per le categorie svantaggiate: anziani, bambini, etc. (troppo complicato oppure troppo semplice da spendere); la seconda riguarda le banche e dintorni (ci guadagnerebbero loro, dice qualcuno, non accetterebbero mai, dice qualcun altro su altri siti dove la proposta è più sviluppata); la terza riguarda la possibilità (desiderata o temuta) che si crei una valuta clandestina, o che la criminalità possa trovare scappatoie e sfuggire (o al contrario la ribellione insurrezionalista essere impedita). Vediamo perché tutte queste obiezioni non reggono:
- Anziani, bambini, persone con problemi: sostituire il contante con carte di credito o bancomat, anche se veloci, comode e sicure, sarebbe un problema per una buona parte di persone più o meno anziane legate all’abitudine, al fare i conti con il gonfiore del proprio portafoglio, bisognose di un riscontro visivo di quello che spendono per capacitarsene. Così non è con portafogli elettronici come smartphone: il pagamento può essere semplice come fare una carezza (si possono impostare meccanismi di sicurezza non mnemonici tipo riconoscimento facciale, vocale o dell’iride) e si possono avere tutte le rappresentazioni più gradite così come tenere il polso della situazione. Ai bambini non c’è bisogno di dare in mano apparecchi sofisticati: bastano tessere semplici, limitate, o periferiche anche a forma di pupazzo, macchinina o bambola.
Naturalmente nessun problema nemmeno per i meno abbienti della società: i portafogli elettronici dalle prestazioni base andrebbero forniti pubblicamente (anche con semplici buoni d’acquisto) e ciò si farebbe anche coi turisti stranieri sprovvisti di smartphone capaci di installare l’applicazione adeguata (eventualmente dietro una modesta cauzione).
- Banche: nessun problema. Non si sarebbe costretti ad aprire un conto, né a dover pagare per il servizio pubblico di allocazione senza interessi.
- Clandestinità: c’è chi paventa la creazione di mercati paralleli, di valute clandestine etc. e tutto questo è possibile che accada nei territori controllati dalla criminalità (3). Solo che quel denaro non potrebbe essere scambiato, si rischierebbe a spacciarlo ed è facilissimo offrire premi superiori all’importo che riceverebbero a quanti denunciano tali tentativi (ricavabili dalle sanzioni).

Conclusione
Quando si parla di abolizione del contante la maggior parte delle persone ha in mente la sostituzione con le carte di credito e altre forme di pagamento tracciabili poggiate su remoto come i bancomat attualmente in circolazione. In realtà è tecnicamente possibilissimo ipotizzare l'evoluzione della moneta attuale in qualcosa di molto più efficace senza dover sottostare ai problemi dell'attuale moneta elettronica controllata dalle istituzioni finanziarie.
La moneta fisica, oggi come oggi, è –di fatto– pubblica (senza voler qui entrare nelle polemiche sulle Banche Centrali) e lo stesso dovrebbe essere con l'evoluzione del denaro contante, ovvero la moneta elettronica pubblica. Con questo strumento si eliminerebbe alla radice l'evasione fiscale.
Chiunque ha studiato seriamente il problema sa che l'unico modo per abbassare le aliquote delle imposte e contemporaneamente risolvere il problema del debito pubblico (4) è quello di far pagare le tasse a tutti. Se tutti pagassero le tasse i soli a ricavarne un danno economico sarebbero i grandissimi evasori, a partire dai mafiosi. Tutti coloro che oggi evadono per sopravvivere avrebbero tutto da guadagnare da un sistema nel quale tutti pagano le tasse poiché le aliquote sarebbero necessariamente molto più basse.
In conclusione se la moneta elettronica fosse pubblica e ben progettata, non ci sarebbe niente da temere e solo da guadagnare. Per questo non è facile aspettarsi che la propongano in questo modo governanti, banchieri e dintorni: sarebbe interesse di quelli onesti e desiderosi di fare il bene pubblico più che quello di qualche grosso interesse privato. Probabilmente solo una pubblica mobilitazione può produrne le condizioni.

Note
(1) In quanto all’evasione, è evidente che se gli incassi sono certificati non si può evadere, al limite eludere, ma l’elusione è facilmente contrastabile anche se la discussione è lunga - basti dire che si possono tracciare solo gli incassi con tassazione agevolata e per i prodotti con IVA ridotta si possono fornire strumenti diversi a essa per abbatterne il prezzo. In quanto alla criminalità, la cosa è ancora più ovvia - basti notare come il traffico di droga è misurato con la circolazione delle banconote da 500 euro...
(2) In particolare la tecnologia NFC (Near field Communication) già in corso di diffusione, anche se finora solo per applicazioni che poggiano su “carte di credito”, che però non sono affatto necessarie e, anzi, più complicate da realizzare di quel che si propone.
(3) C'è chi invece desidera rimanga possibile la clandestinità, che non può essere impedita in questo modo, anche se è possibile che anche in una società democratica si blocchino gli ulteriori incassi dei ricercati che così non potrebbero avere altri soldi da spendere autonomamente, terminati quelli che hanno da parte, né guadagnare - se non per conto terzi, i quali dovrebbero così sobbarcarsi un carico di imposte proporzionalmente maggiore. Si può anche desiderare un contrasto maggiore del crimine, ma per garantire i diritti civili è meglio procedere con gli abbondanti mezzi già a disposizione degli inquirenti, senza compromettere la privacy degli scambi fra privati.
(4) Per quel che riguarda l'abbassamento delle aliquote, in parte è una scelta politica e non spetta a chi avanza questa proposta discuterla, ma è evidente che se il sommerso, come dicono le stime indipendenti più recenti, tocca il 54,5% (ma anche fosse solo la metà), anche mantenendo tutto invariato c'è spazio per ridurre significativamente l'evasione fiscale, fino anche a dimezzarla, così come è evidente il bisogno di farlo, il tutto sulla base dei criteri costituzionali di capacità contributiva e progressività. In quanto alla riduzione del debito pubblico, ovviamente essa può essere prodotta dal maggior gettito ottenuto da chi ha sempre rubato; ma, anche lasciando il gettito invariato e dunque adoperando tutto quel che si recupera dall'evasione finora perpetrata per abbattere l'imposizione, ci sarebbe un abbattimento del rapporto Deficit/P.I.L.. Infatti, siccome l'ISTAT calcola nella composizione del P.I.L. solo una cifra variabile ma sempre inferiore a quelle verosimili (era il 14%, oggi è fra il 16% e il 17%). Orbene, nella stessa misura in cui è verosimile che l'economia sommersa sia maggiore (difficile dubitare che possa essere meno del doppio), altrettanto l'emersione farebbe crescere il P.I.L. nominale e, proporzionalmente, si abbatterebbe il rapporto Deficit/P.I.L. che è la prima ragione del famoso spread che terrorizza tutti facendo crescere il tasso d'interesse sui nostri debiti come nazione.
 
 
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