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Il narcotraffico, potente fattore di destabilizzazione
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Articolo di Redazione
5 dicembre 2023 8:11
 
 Editoriale del quotidiano Le Monde del 04/12/2023

Si tratta di un'attività che genera 3 miliardi di euro di fatturato in Francia, offre 21.000 posti di lavoro a tempo pieno e che sostiene, direttamente o indirettamente, 240.000 persone. Questa attività in forte espansione è quella del mercato degli stupefacenti. E questi dati agghiaccianti sono stati forniti lunedì 27 novembre dalla direttrice dell'Ufficio antidroga (Ofast), Stéphanie Cherbonnier, intervistata da una commissione d'inchiesta del Senato.

Danno un’idea delle dimensioni del traffico di droga, una piaga mortale e onnipresente oggi. Non passa giorno in Francia senza che si rendano pubblici dei regolamenti di conti, le cui vittime sono sia obiettivi prefissati che vittime “collaterali”, o che vengano resi pubblici altri episodi legati al traffico di droga. La violenza crescente e incontrollata che questa attività provoca si è estesa ai centri di medie dimensioni e non risparmia più nessun territorio della Repubblica, notano gli agenti di polizia, per i quali la minaccia ha raggiunto un livello “storico”. In un anno gli omicidi e i tentati omicidi legati al traffico di droga sono aumentati del 57% rispetto a fine 2022.

Un costo sempre più pesante
La Francia occupa un posto speciale nella geografia del traffico di droga. Occupa una posizione strategica come paese di transito, al crocevia dei traffici, nel cuore dell'Europa occidentale, e come “zona di rimbalzo” con le Antille e la Guyana. Ma è anche uno dei mercati più grandi del continente, con 600.000 consumatori di cocaina e 5 milioni di consumatori di cannabis.

Sarebbe sbagliato, però, considerare questa piaga limitata ai soli venditori e consumatori, o la violenza limitata al regolamento di conti omicida tra bande. Dilagante, il traffico di droga si diffonde attraverso la corruzione di funzionari pubblici o dipendenti di porti e aeroporti di transito, attraverso la presa in ostaggio degli abitanti dei quartieri in cui sono dislocati i punti di scambio, attraverso tensioni tra diversi gruppi sociali che portano a disordini dell'ordine pubblico e attraverso il reclutamento di adolescenti sempre più giovani, che cadono nell’illegalità. Il costo del narcotraffico per la società è, infatti, sempre più pesante.

È tempo di prendere coscienza dell’aggravarsi di questo fenomeno, il cui potenziale destabilizzante è reale, e di dedicargli l’attenzione politica e le risorse che merita. La Francia ovviamente non è l’unica coinvolta. I gruppi criminali attivi a livello locale instaurano legami con strutture mafiose straniere che fanno parte della criminalità organizzata internazionale. I “boss” della tratta vivono comodamente all’estero, lontani dai punti di scambio locali che la polizia sta lavorando duramente per smantellare e che ricreerà altrove. Il Belgio è diventato una piattaforma logistica strategica per la criminalità organizzata, secondo l'ammissione della commissaria nazionale antidroga Ine Van Wymersch. Altrettanto preoccupante è la situazione nei Paesi Bassi.

È urgente ripensare la strategia di lotta alla droga in Francia e inserirla in una vera cooperazione su scala europea. Questo tipo di cooperazione esiste nella lotta contro il terrorismo. Se gli obiettivi dei narcotrafficanti sono diversi da quelli delle reti terroristiche, i loro metodi sono sempre più simili, così come lo è la minaccia che rappresentano per lo Stato di diritto nelle società democratiche.

(Le Monde 04/12/2023)
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