testata ADUC
No all’affettività di Stato. Sì all’informazione sessuale
Scarica e stampa il PDF
21 novembre 2023 13:24
 

Dopo il femminicidio dei giorni scorsi, il nostro sistema politico si è scatenato. Probabile che, come sempre, fra qualche giorno non ne sentiremo più parlare fino a sentenza quando (come dice il ministro Salvini) la chiave della cella in cui sarà rinchiuso l’assassino verrà buttata via. Comunque, abbiamo appreso che il nostro ministro della Giustizia, Carlo Nordio, durante i weekend sostiene che il problema non è tanto fare nuove leggi, ché le leggi già ci sono, ma è un problema culturale… ma passato il fine settimana, il ministro riprende a fare leggi su tutto e, soprattutto, ad aumentare le pene per reati già previsti… reati che, anche con pene strabilianti, continuano ad essere commessi e crescono… come i femminicidi.

Calmati gli animi forcaioli, per i politici la questione più urgente sembra una qualche legge che porti l’educazione affettiva nelle scuole. Destra di governo e sinistra di opposizione, apparentemente d’accordo.

Cioè: vogliono insegnare nelle scuole come voler bene ad una persona? Ma non c’erano già tutte le materie che gli studenti studiano e che servono ad educarli a voler bene alla civiltà, all’umanità e, ovviamente, alle persone? Cosa dovranno insegnare in più agli studenti? A non vedere il porno? A dire le preghiere (cosa che già molto è insegnata)? A non dire le parolacce quando qualcuno ti vuole obbligare a fare sesso? A come comportarsi se, una volta cresciuti e sposati (uomo e donna, ovviamente), la minestra cucinata dalla moglie non è come dovrebbe essere e quindi come doversi arrabbiare senza stimoli all’omicidio della cuoca incapace? O come non commettere altrettanto omicidio per la scelta di un programma tv piuttosto che un altro?

Sembrano battute…. ma che cos’è altrimenti la “educazione all’affettività”?
Noi abbiamo capito che è solo fumo negli occhi per dire che i politici hanno la soluzione giusta e quindi raccattare qualche voto per le prossime elezioni.

A scuola, a nostro avviso, si può solo informare sulla sessualità. Su come praticarla senza far male a se stessi e/o al proprio partner e come praticarla per godere e far godere di più e meglio. Una informazione che ogni individuo potrà poi interiorizzare per il proprio comportamento.
Oltre, è solo affetto di Stato, della cultura dominante, cioè violenza… che non potrà che generare altra violenza, soprattutto nei confronti dei diversi, di qualunque sesso essi siano.

Intanto, mentre è bene che ci siano maschi e femmine che promuovono azioni culturali contro il femminicidio, lo Stato non deve aggravare la sua posizione con l'imposizione di un “affetto di Stato”, ma può solo, REALMENTE E NON A PAROLE, levare tutte le differenze economiche tra uomini e donne che dilaniano il mondo del lavoro, pubblico e privato. 
Persone che sono economicamente identiche, è più difficile che si ammazzino fra di loro per una presunta superiorità di una sull’altra.

Qui il video sul canale YoTube di Aduc
 
CHI PAGA ADUC
l’associazione non percepisce ed è contraria ai finanziamenti pubblici (anche il 5 per mille)
La sua forza economica sono iscrizioni e contributi donati da chi la ritiene utile

DONA ORA
 
 
ARTICOLI IN EVIDENZA
 
AVVERTENZE. Quotidiano dell'Aduc registrato al Tribunale di Firenze n. 5761/10.
Direttore Domenico Murrone
 
ADUC - Associazione Utenti e Consumatori APS