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TeleMeloni? Ipocrisia a go-go per la Rai. Unica soluzione: privatizzare. Intanto si può disdire il canone
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28 dicembre 2023 13:08
 
 Bilanci di fine anno per l’informazione di Stato, con una flessione del 2,8% rispetto all’anno precedente (1). Occasione per chi oggi ha meno potere (l’opposizione parlamentare) di lamentarsi, tant’è che la Rai viene chiamata TeleMeloni. In effetti si nota una maggiore presenza del centrodestra e minore del centrosinistra… ma non potrebbe essere altrimenti visto che la Rai non è una tv di Stato indipendente, ma espressione del Parlamento. E chi oggi si lamenta fa finta di dimenticarsi come gestiva questo servizio pubblico in tempi diversi.

Continuare a chiamarlo, quindi, servizio pubblico di informazione è ridicolo, fuorviante e non corrispondente alla realtà. E’ il servizio dei partiti presenti in Parlamento, rispecchiando la specifica mobilità politica elettorale.

Ci sono oggi, come c’erano ieri in modo diverso, dei tg “da paura” dove è bene che l’utente sappia che si sta informando su opinioni e fatti non separati, ma che rispecchiano chi comanda e chi comanda meno. Ci sono alcune volte che un qualche tg, per esempio, viene il dubbio se sia di uno Stato laico o del Vaticano… il tutto mescolato ad una professionalità che, pur essendoci spesso, è mimetizzata dal timore di dar fastidio al manovratore o di non essere abbastanza proni allo stesso manovratore.

Tutto questo, è bene ricordarlo, è pagato dai contribuenti col canone. Una parte da chi possiede un tv e un’altra da tutti (anche chi non possiede un tv), grazie alla recente riforma che ha scorporato l’imposta che, invece prima, era solo diretta.

Noi crediamo che il servizio pubblico sia importante, ma non anche quello di intrattenimento (cioé che si debba pagare anche per i giochi a premi e gli oroscopi). Crediamo che come noi la pensino buona parte degli italiani, ma non abbiamo nessun potere e, quelle volte in cui siamo riusciti a farci sentire, siamo stati schiacciati dai macigni di questo potere: il più eclatante è stato un referendum vinto con cui si chiedeva la privatizzazione della Rai e che è stato completamente ignorato.

Agli albori del 2024 ci possiamo difendere solo in un modo: ignorare i politici in merito e disdire il canone entro il prossimo 31 gennaio, non dovendo più possedere un tv collegato al digitale terrestre. Disdetta che va fatta ogni anno entro la stessa data e che, per la nostra informazione, non ci toglie praticamente nulla, se non il doversi informare via Internet, che include anche buona parte della Rai che trasmette in streaming.

Qui il canale web di Aduc dedicato al canone Rai

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