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Veneto. L'Arpav non informa i cittadini sull'inquinamento atmosferico. Interrogazione parlamentare
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Comunicato di Maria Grazia Lucchiari
18 febbraio 2011 13:16
 
 Ma l'Arpav, Agenzia regionale per la protezione ambientale del Veneto fa davvero il suo dovere e controlla l'inquinamento atmosferico e quindi la salute dei veneti? La domanda ce la siamo posta perché dall'autunno scorso i dati pubblicati sul sito web dell'agenzia non consentono una immediata lettura della qualità dell'aria. Chi abita a Vicenza, per esempio, da mesi può leggere solo le informazioni di una centralina, e per giunta posta in una zona di basso traffico; le altre dieci, tra città e provincia, mantengono il silenzio. Se andiamo a vedere a Verona, anche lì, solo 5 centraline su 11 danno le informazioni sui livelli degli inquinanti. E così a Venezia, dove troviamo 5 centraline su 10.
Noi pensiamo che un ente così importante per il livello notevole di impegno finanziario che assorbe dalle nostre tasse e con tecnici laureati di primo livello, debba avere l'obbligo di fornire ai cittadini un servizio puntuale di informazione dei dati ambientali. Non si capisce, invece, perché il sito web dell'agenzia, dall'autunno scorso, ha sospeso la pubblicazione dei bollettini di previsione meteo che garantiscono alla popolazione, ed in particolare alle fasce sensibili, l'informazione giornaliera relativamente alle concentrazioni di polveri Pm10. E perché, sempre dall'autunno 2010, il sito web dell'Arpav ha sospeso l'accesso ai dati dell'archivio storico delle tabelle dei dati validati.
L'Arpav è stata istituita su tre fondamenta: massima autonomia, eccellenza tecnico-scientifica, trasmissione diretta e trasparente dell' informazione ai cittadini. Di diretto e trasparente quest'anno c'è poco. Dall'autunno scorso sono stati sospesi anche i dati relativi alla media annuale del benzo(a)pirene e del Pm10. Eppure in queste giornate i livelli di polveri sottili nell'aria hanno raggiunto picchi di allarme sanitario: 236 mg/m3 Padova, 234 mg/m3 Treviso, 169 mg/m3 Vicenza, 180 mg/m3 Venezia, 156 mg/m3 Verona, 144 mg/m3 Feltre, 126 mg/m3 Rovigo. Tutto il Veneto da settimane è sotto una cappa di smog. Padova ha respirato nel mese di febbraio, per 17 giorni continui, 134mg di polveri per un metro cubo d'aria. La legge fissa la soglia d'allarme a 50mg/m3 al giorno. Nel 2010, nel quartiere Forcellini a Padova, la media annua del Pm10 ha raggiunto i 52 mg/m3. La legge impone il limite a 40 mg/m3. Padova ha già esaurito i 35 giorni di superamento giornaliero del Pm10 concessi dalla Comunità europea per il 2011. Raggiungeranno il primato, a breve, anche le altre città venete. Da ora in poi la nostra regione viene posta in zona di infrazione comunitaria.
Con una interrogazione al ministro della Salute, Ferruccio Fazio e al ministro per l'Ambiente, Stefania Prestigiacomo l'onorevole Elisabetta Zamparutti (Radicali) chiede al Governo quali azioni intenda adottare affinché sia assicurato il rispetto della convenzione di Ahrus sulla trasparenza dei dati ambientali in modo tale che alla popolazione siano garantite le informazioni, in modo chiaro e tempestivo, sullo stato dell'inquinamento atmosferico.
 
 
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